Se la creatività aiuta a vincere la crisi

Che cosa più della cultura, della creatività, dell'impegno creativo e intellettuale può aiutarci, in un anno così difficile, a decodificare quanto sta succedendo, a cambiare - anche di poco - una realtà in cui non ci si riconosce più, a darci una nuova tensione positiva?
Quest'anno si parte da qui, da un interrogativo che pesa come un macigno in un momento in cui la società attuale, in tutte le sue sfumature, sembra essersi arenata in un punto senza ritorno. E da qui parte la scommessa del Festival della Mente, edizione numero nove, a Sarzana dal 31 agosto al 2 settembre. La kermesse conosciuta al pubblico come il primo festival in Europa dedicato alla creatività e che della mente e dei processi creativi ha fatto il proprio cavallo di battaglia, andando a scoprirne i percorsi più segreti, ad analizzare pieghe, insenature e misteri. Ideata da Giulia Cogoli e promossa dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana, la rassegna è un appuntamento annuale per scienziati, filosofi, artisti, registi, attori, scrittori, psicoanalisti, linguisti italiani e stranieri che si misurano di volta in volta su temi e argomenti diversi in workshop, incontri e dibattiti.
Quindi si comincia con una lectio magistralis di Gustavo Zagrebelsky sul diritto all cultura e la responsabilità del sapere, in cui il costituzionalista rifletterà sull'accesso alla cultura, sull'etica e sulla responsabilità di coloro che detengono il sapere. Di priorità della conoscenza parlerà anche l'antropologo Marc Augè che indaga sul divario crescente tra aristocrazia del sapere e massa di semplici consumatori e su una cultura che è condannata a restare appannaggio di pochi eletti.
Sempre sul tema della centralità della conoscenza, il giurista Franco Cordero analizzerà la fobia del pensiero, considerando l'utilizzo massivo della televisione e l'appiattimento intellettivo che ne deriva. Il filosofo Giacomo Marramao si concentrerà invece sulla natura profonda della relazione di potere: il congelamento, la fossilizzazione e asservimento della creatività, quando invece bisogna potenziare la capacità di pensare e creare nuovi mondi. Si passa poi agli incontri dedicati all'arte, alla scrittura e a capire dove nasce la creatività. Il pittore e disegnatore Tullio pericolo partendo dal gesto creativo, si domanda se sia possibile misurare l'arte; lo scrittore Erri De Luca invece interpreterà la parola come utensile per ritrovare la via di casa e lo scrivere come un camminare in montagna.
Spazio anche al teatro, alla musica e allo spettacolo: Luca Ronconi racconterà il proprio percorso creativo in un dialogo con il critico Gianfranco Capitta; l'autore e attore Marco Paolini farà un monologo in forma di ballata ispirato a Jack London. Poi reading con lo scrittore Paolo Rumiz e il compositore Alfredo Lacosegliaz. Si parlerà anche di paesaggi e ambiente con l'architetto Paolo Pejrone e il presidente del Fai Ilaria Borletti Buitoni.
Prosegue anche quest'anno la serie di lezioni laboratorio di due ore circa per instaurare un rapporto più diretto tra pubblico e relatore su svariati temi. E prosegue anche quest'anno come tutte le precedenti edizioni, il Festival della mente per bambini e ragazzi con 45 eventi fra laboratori, spettacoli, incontri e cacce al tesoro. GG