Se l'attore più bravo sbaglia lo spettacolo

Lo sapete, ogni tanto mi piace far scorrere il sangue. Sangue dialettico, ci mancherebbe. Per quello fisico, ho una mira talmente scarsa che non riesco a colpire nemmeno una zanzara. Ferma.
Sangue critico che, come ci piace fare su queste pagine, colpisce la tradizione di fare recensioni sempre e solo benevole, di dire che è tutto bello e buono. E, invece, ogni tanto una bella stroncatura ci vuole. Anche per dare più valore alle recensioni positive.
Curiosamente, quest'anno mi è capitato per il Banche di Bebo Storti e Fabrizio Coniglio andato in scena all'Archivolto - spettacolo tanto brutto e malriuscito da rendere incredibile che fosse rappresentato dallo stesso tandem che nello stesso teatro ha interpretato lo scorso anni il bellissimo Suicidi? - e per Identità, in scena ancora stasera alle 20,30 e domani alle 16 al Duse.
Perchè dico «curiosamente»? In fondo, una stroncatura è una stroncatura e non ci sarebbe alcun bisogno di circoscriverla, di circostanziarla, di spiegarla, in qualche modo di giustificarla. E invece, stavolta, no. Perchè stavolta, fa più male, (...)