Se l'Udc abdica al proprio ruolo L'appoggio acritico a Monti

(...) Voglio sottolineare che è proprio in forza di tale atteggiamento se in questi mesi abbiamo criticato alcune scelte del governo Monti e abbiamo lavorato in parlamento per apportare cambiamenti, per quanto possibile, a ciò che ritenevamo dannoso per l'Italia. Gli accordi per modificare la riforma Fornero del mercato del lavoro (più flessibilità in entrata e maggiore attenzione ai diritti delle persone cosiddette «esodate»), la rateizzazione dell'Imu e la richiesta che diventi un'imposta una tantum per quanto riguarda la prima casa, l'aver scongiurato l'aumento dell'Iva al 23%, gli emendamenti ai decreti economici dell'esecutivo, l'impegno a proposito della riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie, la difesa delle professioni liberali, senza dimenticare gli ambulanti, le farmacie e molto altro ancora: sono tutte battaglie, a volte accolte dal governo ed altre volte respinte, che abbiamo condotto e conduciamo avendo come stella polare l'interesse dei cittadini e del Paese. Questo è il compito della politica in questa fase storica.
L'abdicazione al proprio ruolo, semmai, la compiono coloro che, come l'Udc, forniscono al governo Monti un appoggio acritico, a priori ed a prescindere dal contenuto concreto dei provvedimenti. Il presidente del Consiglio e i suoi ministri, e soprattutto l'Italia, non hanno bisogno di cieco fideismo e di patenti d'infallibilità, ma di una politica che recuperi e riscopra pienamente la sua missione al servizio del Paese e del bene comune, mettendo da parte quell'attitudine ai personalismi che induce molti elettori e cittadini, giustamente indignati, a fare di ogni erba un fascio. Con viva cordialità.
Coordinatore regionale Pdl