SEGUE DA PAGINA 49

(...) «per aprire porte e accedere a certi ambienti». Tutto vero, in un certo senso. La credibilità che l’edizione genovese del Giornale si guadagna sul campo giorno dopo giorno è sotto gli occhi di tutti: gli straordinari risultati di pubblicità per cui non ringrazieremo mai abbastanza la squadra della Arcus, l’aumento delle vendite in edicola, ma soprattutto il peso specifico di queste pagine in città e in regione. Perchè, se è vero che le copie si contano, è anche vero che si pesano. E le nostre pesano moltissimo. Soprattutto perchè non sono un triste e tristo bollettino di parte o di partito, ma una palestra di idee e di ragionamento. Insomma, qualcosa di cui siamo fieri.
Non so se per voi è un’aggravante, ma pensate che siamo riusciti a mettere d’accordo Marta Vincenzi e Claudio Burlando, che notoriamente non è che vadano d’accordissimo, su un punto: «Siete critici, a volte crudeli con noi, ma fate buona informazione e siete sempre corretti». Ecco, credo che parole così ci diano ulteriore credibilità, in un panorama giornalistico italiano dove ipotesi investigative diventano sentenze definitive, pettegolezzi si trasformano in articoli e spazzatura in roba da pubblicare.
Perchè vede, carissimo Traverso, sarebbe molto più facile urlare alla luna. Dire che è tutto sbagliato e tutto da rifare. Comportarsi come esponenti dell’opposizione (di qualunque opposizione) che cavalcano ogni tigre, ogni protesta e ogni urlo nella triste speranza di cavarne vantaggi elettorali o lettorali. Noi no. Noi preferiamo ragionare. Convinti che le posizioni più scomode nell’immediato siano quelle vincenti nel lungo periodo. Su questo Giornale si ragiona, non si urla.
E vengo anche ai casi specifici. È verissimo che, spesso, diamo a Marta Vincenzi quello che è di Marta, ma è altrettanto vero che i più duri attacchi a Marta e alla sua giunta (la cui colpa, tanto per essere chiari non è Mensopoli, ma la città male amministrata), ultimo della serie quello di oggi sui nomadi, si sono letti su queste pagine. Molti a mia firma, per la precisione. Anzi, se lei avesse anche messo un indirizzo sulla busta o in calce alla lettera, le avrei regalato volentieri un libretto con la raccolta dei nostri attacchi a tutto ciò che non va in Comune. Ma, detto questo, mi pare che il durissimo attacco che il Pd ha portato alla Vincenzi solo perchè lei voleva nominare come revisore dei conti un ottimo tecnico e una persona perbene come Tullio Mazzolino, gridi vendetta. Le pare benevolenza? A me pare analisi dei fatti, volta per volta. Non a prescindere.
Per quanto riguarda il Genoa, è verissimo: quest’anno l’ho spesso esaltato. Per il semplice fatto che se lo merita. Ogni aggettivo o superlativo non è esagerato per quello che stanno facendo i rossoblù. Ma le ricordo che fui proprio io l’unico a Genova a dire che, nel processo sportivo dopo il Venezia, la squadra rischiava la serie C. Mi presi una bella dose di insulti, allora. Ma anche le scuse di chi capì che il mio non era certo un auspicio, ma solo crudo realismo di fronte a gente irresponsabile che faceva balenare loro la possibilità di rimanere in serie A con una penalizzazione minima.
Continuiamo con il cardinale. Anche qui non ho problemi a ripeterlo. Angelo Bagnasco è l’intellettuale più serio e profondo che abbiamo in città e lo dico volentierissimo. Ma non ho paura nemmeno a ripetere che, secondo me, è troppo benevolo nei confronti di sacerdoti che ogni giorno non meritano la propria tonaca. E non penso a don Gallo.
Capitolo Garrone. Ho scritto che Genova dovrebbe essergli grata e che è una vergogna che sia trattato con indisponenza dalla sua città. Ma ho anche scritto che spesso, soprattutto quando si discute di calcio, gli capita di parlare a vanvera e che certe sue esternazioni naif non fanno onore alla sua storia imprenditoriale. Non mi sembra di averlo letto altrove.
Veniamo al questore. Salvatore Presenti è una persona perbene e un ottimo questore. Ma è anche vero che ci sono agenti che stanno meglio nei panni dei ladri che in quelli delle guardie e che, forse, avrebbe dovuto essere più duro.
Potrei continuare anch’io con gli «ecc. ecc.». Ad esempio, pur criticandoli un giorno sì e l’altro pure, non ho mai nascosto la mia stima per alcune scelte di Alessandro Repetto e Claudio Burlando (la cui maggioranza ha votato mercoledì la legge vergognosa contro i Cpt), per non dire del presidente del Porto Luigi Merlo, che secondo me sta facendo molto bene, o degli straordinari risultati ottenuti dalla Fondazione per la Cultura di Luca Borzani. Basta fare un salto un qualsiasi giorno alla mostra di De Andrè per rendersene conto. Basta guardare, purchè si voglia guardare.
A lei tutto questo sembra melassa?
A me, sinceramente, sembra solo giornalismo. Senza aggettivi. O, perlomeno, è l’unico giornalismo che sono capace di fare: rispettoso, serio, documentato, che non insulta ma critica. E, soprattutto, che giudica in base ai fatti e non ai pregiudizi.
Credo che siano i motivi che la spingono a scegliere il Giornale ogni giorno. E, con lei, Gigi e Antonio. Anzi, a proposito, me li saluti e ringrazi anche loro domattina.