SEGUE DA PAGINA 49

(...) propaganda, ma di segnalare problemi per risolverli.
Il modello, fra l’altro, è quello adottato a livello nazionale da Silvio Berlusconi che non si è mai posto il problema di come votavano le popolazioni che avrebbero potuto essere beneficiate da decisioni del suo governo, ma ha pensato ad aiutarle senza fare loro l’esame del sangue. E anche a livello ligure Claudio Scajola ha sempre giustamente teorizzato che il ruolo istituzionale e il bene della popolazione della nostra regione vengono prima delle scelte politiche. Si chiama ragionare da statisti.
Proprio per questo, la lettera di Claudio Burlando in risposta al mio articolo dell’altro giorno mi fa enorme piacere. Così come mi hanno fatto piacere le telefonate del sindaco Marta Vincenzi e del presidente della Provincia Alessandro Repetto che interverranno nei prossimi giorni su queste colonne per cercare di dare una mano ai pensionati Inps e soprattutto a quelli Inpdap che si sono visti decurtare le loro pensioni ed hanno avuto il solo torto di protestare sommessamente, con educazione e rispettando i diritti di tutti. Circostanza che li ha portati a non essere ascoltati da nessuno. Funziona così, in Italia.
I segnali di ascolto arrivati dal Pdl, con l’intervento di Giorgio Bornacin ieri, e quelli firmati oggi dalle istituzioni genovesi sono comunque un primo segno di speranza per tanti pensionati Inpdap che, da mesi e mesi, ci chiamavano per chiedere il motivo del taglio delle loro pensioni.
Certo, il problema è nazionale e sarebbe irresponsabile, oltre che un po’ sciacallesco, creare subito false speranze o far finta che il problema sia già risolto. Ma è vero che - quando ci si mette - la politica genovese e ligure, nel senso più ampio e più alto che la parola politica sa avere e che comprende anche il cardinale, sa portare a casa ottimi risultati. Fra l’altro, i pensionati Inpdap non sono sospettati di nessun dolo; non hanno lucrato nessuna pensione pari al 106 per cento dell’ultimo stipendio; non sono nemmeno indagati per qualche sospetto reato e non possono vantare neppure una multa per divieto di sosta o per aver buttato la spazzatura fuori orario.
Insomma, parlando con tanti di loro, ho avuto la netta impressione che si tratti di persone perbene, assolutamente perbene. Come del resto, per carità, sono perbene molti pensionati dell’amianto ed ex lavoratori del Cap, l’autorità portuale.
Non so se riusciremo, tutti insieme a risolvere il problema. Ma una promessa posso farla: non li abbandoneremo.