Semafori muti e i ciechi rischiano la vita

(...) ed accertino se si sono perpetrati reati perseguibili. «Ci risulta che in passato l'Unione italiana ciechi abbia presentato al Comune di Genova un elenco di 25 punti della città particolarmente pericolosi chiedendo di iniziare ad installare almeno in quei punti semafori dotati di segnale acustico senza ottenere alcuna risposta - si legge nell'esposto -. Ciechi e ipovedenti continuano a rischiare quotidianamente la vita per poter attraversare la strada nella più totale indifferenza di sindaco ed assessori che non si degnano neppure di dare loro una risposta, nonostante la legge preveda la loro tutela».
Il silenzio della politica e l'indifferenza non fermano il Comitato Progetti che è passato dall'azione di protesta all'atto formale, ma è anche pronto a tornare a manifestare pubblicamente perché si risolva la questione: «Non vorremmo che dietro questa operazione di “silenziamento” dei semafori ci fosse il fatto che il suono possa infastidire qualcuno, perché stiamo giocando con la vita delle persone - ricorda Cambiaso -. Se ai semafori avessimo quattro ballerine di bella presenza il problema attirerebbe l'attenzione e verrebbe affrontato diversamente. Invece, qui, c'è totale indifferenza. Allora aspettiamo che un magistrato si esprima e richiami il sindaco Marco Doria ai suoi doveri. Poi decideremo se e come muoverci ma la nostra battaglia è appena iniziata». Ed è una battaglia non solo di principio e di rispetto nei confronti di chi soffre di disabilità gravi ma per conformità alla legge 503 del 1996 e la legge 85 del marzo 2011 che all'articolo 2 prevede la presenza di segnali acustici e tattili di prossimità dei semafori di nuova generazione. «Poi, se davvero esiste un disagio verso il rumore provocato dai semafori acustici allora pensiamo alle nuove tecnologie. Magari il Comune potrebbe studiare un'applicazione per telefonini che faccia vibrare l'apparecchio quando il semaforo è verde. Soluzioni se ne trovano».