LE «SFIDE» della politica

Le priorità

della Madonna
Dimenticavo... nelle liste dell'«arcobaleno» perché non inserire anche lo «scoppiettante» Don Farinella?
Arriva a scomodare la Madonna di Lourdes perché ci salvi da Berlusconi... ma la Madonna ha sicuramente di meglio da fare!
Spero anche miracolare anime corrotte dal più bieco arrivismo come quest'altro prete nostrano, del quale - ogni giorno di più - traspare, più che la cristianità, lo «scoppiamento»!
Cordiali saluti.

I valori che trovo

nel nuovo movimento
Caro Direttore, l'ultima volta che ci siamo sentiti avevo iniziato la campagna elettorale per il Municipio Medio Levante, la mia prima diretta esperienza con il mondo della politica, mondo in cui desideravo e desidero tutt'ora portare i miei valori, i miei punti fermi, le mie convinzioni. Proprio in questa occasione, ho imparato che ogni voto rappresenta una persona e non un numero e che è pertanto fondamentale ascoltare con attenzione chi ci sta intorno, chi domanda, chi ha bisogno, chi attende una doverosa risposta. Il rispetto della persona in primis.
Ti scrivo per un debito di riconoscenza, per spiegarti le ragioni del mio impegno nel Popolo della Libertà, anche dopo aver vissuto il congresso metropolitano di Forza Italia. In questa occasione ho potuto sottoscrivere con piacere la mozione cattolica promossa da Pierluigi Vinai, un documento privo di ogni valenza politica diretta, in cui chi credeva poteva esprimere liberamente la propria visione del mondo, nulla di clericale, si intende, si trattava solo di un modo per riaffermare i propri valori all'interno di un Partito che, a differenza di altri, non se ne scandalizza e che anzi lo stesso Roberto Cassinelli, liberale autentico, ha serenamente «tollerato».
Tolleranza, che, purtroppo, manca a tanti e che spesso viene ingiustamente negata ai cattolici impegnati in politica. Ecco se dovessi chiarire perché aderisco al Pdl mi limiterei a spiegare il significato dei due termini che ne definiscono il nome:
a) Partito come libero strumento con cui i cittadini, il popolo, motivati da medesima finalità interagiscono con la vita pubblica
b) Libertà come libertà di candidarsi, allora, quella che ho avuto alle scorse Municipali, libertà di professare le proprie opinioni nel rispetto di una disciplina condivisa. Libertà politica non per fare ciò che si vuole, non per portare avanti i propri interessi ma per promuovere e garantire quelli della collettività.
Un partito esiste e funziona se la catena di comando viene condivisa, se si lascia spazio ad ogni ingranaggio. Credo che Forza Italia sia cresciuta in questi anni anche grazie al lavoro del coordinatore regionale Michele Scandroglio sempre attivo e partecipe su tutto il territorio. Alla luce di queste considerazioni, sono, assolutamente, convinta che il Pdl riuscirà a rendere il vero significato di libertà e democrazia molto più di quanto riuscirà a fare chi se ne fregia, solamente, al fine di ratificare decisioni prese altrove.
C'è bisogno di nuova facce, di nuove gambe per far camminare le idee, c'è bisogno di nuove voci per un vero cambiamento.
Ti saluto cordialmente.
Giulia Costigliolo
Consigliera Forza Italia
Municipio Medio Levante

Linfa nuova

per fare le liste
Gentile dottore, finalmente si torna a votare, per ridare al nostro Paese un vero cambiamento. Sono una cittadina che ha sempre votato per il centrodestra e per Forza Italia.
Mi piacerebbe che in Liguria venissero eletti, rappresentanti in linea con le novità del nuovo partito: «Il Popolo delle Libertà».
Finora Forza Italia ha lavorato bene, però mi sembra giusto candidare volti nuovi, persone giovani e capaci quindi uomini che non sono ancora arrivati in Parlamento, linfa nuova ed entusiasta per una legislatura di centrodestra, nell’interesse Ligure e Nazionale.
Cordiali saluti.
Elda Rupel

Trovare il modo

di ascoltare la base
Il vantaggio elettorale atteso per il nuovo PdL sembra essere enorme e questa è la prima buona notizia per l'Italia, dopo la «cura» Prodi. È però necessario che i responsabili della fondazione del nuovo Partito non dimentichino - neppure per un istante - che la scheda l'hanno in mano gli elettori. Elettori che attendono una novità vera, sennò, in molti, non andranno a votare ed il successo del centrodestra potrà essere molto inferiore alle attese, od almeno alle sue potenzialità teoriche. Anzi, considerata l'abilità di del Pd nel mostrarsi «nuovo e liberale» (qualità che in realtà è ben lungi dal possedere), potrebbe esistere per il centrodestra anche un rischio maggiore di quello anzidetto.
È quindi indispensabile che il centrodestra sfoderi tutto ciò che di meglio ha da proporre ai suoi elettori, non soltanto in termini di programmi, che possiamo dare già per scontati nella loro validità, ma piuttosto in termini di candidature. Questo significa che dovrebbero essere evitate le ricandidature automatiche, senza verifica del gradimento su ciò che è stato fatto - o non fatto, o fatto solo a scopi di riaffermazione personale - da ciascun parlamentare uscente. I nostri elettori mal sopporterebbero di vedersi proporre in lista dalle segreterie, nelle posizioni vincenti, candidati che localmente hanno sempre pensato solo agli affari propri, anche a costo di creare e perpetuare gravissime spaccature nel proprio partito, senza avere la possibilità di indirizzare le preferenze su altri.
Se poi pensiamo che quando qualcuno, come il sindaco di una città del ponente savonese, osa porre questa questione in termini chiari, addirittura subisce la richiesta di deferimento al collegio dei probiviri, allora ci appare ancora più evidente la distanza che corre tra certi attuali «rappresentanti del popolo» ed il popolo stesso. Osservando quanto richiamato sopra, si vede che non si tratta di una questione di età anagrafica, ma di vecchiaia di metodi politici, che oggi dobbiamo assolutamente bandire. Pensare di riunire tutti sotto il simbolo del PdL, utilizzando persone che portano come referenza l'aver già diviso il partito loro per fatti personali, sembra una sorta di contraddizione in termini.
Soprattutto non sembra il miglior viatico per il cammino difficile e di enorme responsabilità storica, che attende questa parte politica. Dove sono le primarie che il presidente Berlusconi aveva fatto balenare? Non v'è abbastanza tempo per farle? Trovare comunque un modo per ascoltare la voce dei nostri elettori (quelli ruspanti, non quelli di batteria, ovviamente), è un obbligo, ancora prima che un'opportunità.
Emilio Barlocco
Stella

Le mazzate di Totò

e i corridori solitari
Caro Lussana, sarà la sindrome...dell'età, ma in quella famosa gag, la domanda-esclamazione del «Principe della risata» , Totò, ad ogni schiaffone della «spalla» ( che era la stessa spalla di Gilberto Govi, mi pare..) era esattamente quella riscritta qui sotto tra virgolette, alla fine della lettera.
Penso che fino al 13 aprile p.v. ne vedremo ancora delle belle, come suol dirsi. Intanto io registro che, mentre la Margherita e i post comunisti si sono accoppiati a sinistra, a seguirli Berlusconi e Fini hanno fatto l'«Unione di fatto» a destra, altri tendono a «disaccoppiarsi», dicono di voler «correre da soli». Vorrei dire a codesti: occhio, che se su per un sentiero impervio si corre e magari si cade, se si è soli, si rischia di ruzzolare malamente e non tirarsi più su. Di codesti corridori solitari uno mi fa arrabbiare, è Storace, che in un giorno ha cambiato idea quattro volte su fusione-scissione, ma ce n'è uno che mi fa... tenerezza, è il mio conterraneo Marco Ferrando, col suo «Partito Comunista dei Lavoratori», perché mi ricorda Totò-Pasquale che, ad ogni mazzata «Chissà questo dove vuole arrivare!...»
Cordiali saluti.
Luigi Fassone
Camogli

Attenti al lupo

e alle frasi fatte
Caro dottor Lussana, per grazia di Dio (e volontà di Mastella...) ci siamo finalmente liberati del bofonchiante Prodi e del peggiore governo che mai abbia avuto la Repubblica italiana. Da talune dichiarazioni di qualche tardivo pentito, sembra che se ne siano accorti anche loro: meglio tardi che mai! Però la maggior parte dei sinistrorsi decadenti e finalmente decaduti mostra un'improntitudine che lascia sconcertati. Per ultimo cito quel volpone del Walter Veltroni che, nel corso della sua prima esibizione quale leader del nuovo Pd in quel di Spello, ha tranquillamente, pacatamente asserito che quello di Prodi è stato un eccellente esecutivo e che il primo atto che compirà quando vincerà le elezioni sarà quello di abbassare le tasse. Bum! Con queste premesse, prepariamoci ad essere subissati da una marea di frasi fatte, straripanti di «chiarezza, trasparenza, verità, lealtà, correttezza, serietà, franchezza» ecc. ecc.
Parimenti apprestiamoci a subire le malevoli faziosità dei varii Santoro, Travaglio, Floris, Dandini e dei soliti comici d'accatto che fanno ridere soltanto i trinariciuti come loro con battute che si concludono immancabilmente e noiosamente a danno di Berlusconi! Per non citare la spocchia saccente, condita da risolini di sufficienza, da coloro che si ritengono depositari dell'unica verità: la loro. Mi sovvengono, a tal proposito, le dichiarazioni dell'ortodosso e velenoso Diliberto, del sogghignante Pecoraro Scanio, dell'esplosivo Giordano che talvolta si confonde con Lucio Dalla per cui non si sa mai se stia per cantare o rilasciare un'intervista.
Comunque la battaglia elettorale sarà dura e non credo si riuscirà a mantenere nei limiti della linea morbida da tutti invocata; nè credo che sarà una passeggiata per il centrodestra che dovrà fronteggiare il buonismo veltroniano che tanto piace ai giovani. Attenti al lupo quindi, tanto per citare il nominato Dalla, e pronti a ribattere colpo su colpo le spudorate menzogne che si apprestano a propalarci i nuovi cosiddetti democratici. Se il buon giorno si vede dal mattino...
Molto cordialmente
Gian Giacobbi

Il vecchio che avanza

sotto mentite spoglie
A sentire Veltroni che legge, con tono pacato e soporifero (alla Prodi), il suo bel discorso, sembra che a parlare non sia il sindaco di Roma, l’ex direttore dell’Unità, l’ex vice premier del primo governo Prodi, l’ex attivista della Federazione giovani comunisti italiani, ecc...
Sembra invece che si tratti di una persona che è tornata in Italia da un lungo giro per il mondo, durato diversi anni nei quali non ha avuto modo di essere informato sulla politica italiana, che ha costituito un nuovo movimento che ha alla presidenza uno sconosciuto e nel quale sono inserite persone nuove che si sono riunite per cambiare l’Italia.
Tutto questo nel tentativo di far dimenticare agli italiani che Veltroni è il politico che tutti conosciamo da oltre trent’anni, che il presidente del Pd è Romano Prodi, che gli uomini più in vista del «nuovo partito» sono gli stessi (Visco, D’Alema, Letta, Bindi, Bersani, Turco, Rutelli, Fassino, ecc.) che a vario titolo hanno provveduto negli ultimi venti mesi a bloccare l’economia del Paese e a distruggere i bilanci familiari dei ceti medio-bassi.
Possibile che sia veramente convinto di poter prendere in giro gli italiani con le promesse di fare quelle cose che il professore aveva già garantito nella precedente campagna elettorale e poi non mantenute!?
Sig. Veltroni parli a braccio, dica veramente qualcosa di nuovo, prometta solo quello che crede veramente di poter mantenere e la smetta di giudicare peggiori quelli del PdL, perché considerarsi «i migliori» è tipico proprio di quel comunismo che Lei, almeno a parole, dichiara superato.
Piero Ghironi

Ripartiamo

dai coordinatori
Caro Lussana, da sempre seguo con attenzione la parte del Giornale dedicata a Genova e particolarmente in questi giorni i dibattiti sulle candidature che dovranno essere presentate nella lista del Popolo della Libertà alle imminenti elezioni politiche.
Da anziano militante credo, anche ascoltando i desideri della base, che se vi è la necessità di portare alla Camera dei volti nuovi sia doveroso dare la priorità ai due coordinatori regionale e cittadino, dottor Michele Scandroglio e avvocato Roberto Cassinelli ,che da anni sono quotidianamente impegnati per migliorare l’organizzazione di Forza Italia in Liguria portando avanti anche i comuni valori liberali e morali che ci uniscono.
Cordiali saluti.
Giuliano Gattorno
assessore e vice presid.
Municipio IX Levante
La decadenza di An

parte da Chiavari
Egregio dottore, leggo con stupore che il dottor Gadolla punterebbe su Alex Molinari per una candidatura di An alle politiche ed addirittura a sindaco di Chiavari. Sono un elettore di An che nota una assoluta mancanza di iniziativa politica del partito in città che ha anche fatto andare via un professionista stimato come l’avvocato Mallucci e che ricorda come il signor Molinari racimolando nelle amministrative di qualche mese fa un centinaia di voti non è riuscito neanche a farsi eleggere consigliere comunale.
Spero tanto che i dirigenti di An cambino cavallo andando a cercare figure più rappresentative e popolari in modo da evitare di fare ulteriori figuracce a Chiavari che, quando si presentava la lista del Msi eleggeva due consiglieri.
Grazie e saluti distinti.
Luigi Solari
La speranza

nel cambiamento
Gentile dottor Lussana, siamo all’inizio di una nuova campagna elettorale che per ora di nuovo ha solo i simboli dei partiti. Tutti parlano di rinnovamento della politica, tutti dicono che serve una nuova classe dirigente ma alla fine vedremo chi avrà il coraggio di proporre davvero importanti cambiamenti.
Mi auguro che nel centrodestra e in particolare in Forza Italia ci sia veramente la volontà di cambiare di rinnovare di sbloccare un sistema da troppi anni paralizzato. Ne va del bene della nostra città e della nostra regione abbiamo bisogno di punti di riferimento seri e che abbiano dimostrato in questi anni entusiasmo voglia di fare e impegno.
Io credo che questa volta sarà possibile cambiare davvero, viva Forza Italia, Viva il partito del Popolo della Libertà.
Cordialmente.
Elio Riboli