Si uccide, sconvolto dallo «sfratto esecutivo»

Rieccoci a Salerno, rieccoci a De Luca. Rieccoci a come ci piacerebbe che fosse Genova e a come non riesce ad essere, persa fra l'indecisionismo di Doria, l'ideologismo e il velleitarismo di parte dei suoi supporters e il tentativo assurdo di tenere insieme tutto, dai centri sociali agli imprenditori. Prima o poi, il banco salta. A furia di pensare di essere i più furbi di tutti, prima o poi il banco salta.
A grande richiesta, verrebbe da dire, visto che il parallelo fra Genova e Salerno, con la grande lezione che ci arriva dalla città campana e dal suo sindaco, ha colpito il vostro immaginario, tanto che siete in moltissimi a chiamarci sognando un «De Luca al pesto». Con una particolarità: che De Luca è del Pd. Ma di un Pd aperto, riformista, post-ideologico, capace di schierarsi contro il politicamente corretto e di non lasciare spazio alla demagogia di chi, nel suo partito, voleva allearsi con i grillini, e capace anche di schierarsi per una giustizia giusta. Tanto eterodosso, De Luca, da essere sindaco da quattro mandati - con l'ovvia pausa imposta dalla legge dopo i primi due - eletto anche con l'appoggio di tre liste civiche in aperto contrasto con il Pd.
Tanto per dire, l'ultima volta che si è candidato, nel 2011 (la prima era il 1993), Vincenzo De Luca ha preso il 74,4 per cento dei voti, segno di una straordinaria stima dei suoi concittadini, conquistata con i fatti e rivoltando la città come un calzino. Eppure, nonostante questi risultati - un po' come avviene con le richieste di ineleggibilità di Berlusconi basate su cavilli e leggi sempre interpretate diversamente, anzichè sul tentativo di una sinistra seria di sconfiggerlo nelle urne - pensate che De Luca deve vedersela con la dura opposizione dei grillini. Che, per nulla turbati dal fatto che il 74,4 per cento dei salernitani vogliano De Luca sindaco, si attaccano a cavilli di una legge che decreterebbe l'incompatibilità del ruolo di De Luca come sindaco rispetto a quello di De Luca come viceministro alle Infrastrutture e ai trasporti. Ruolo fortemente voluto dallo stesso primo cittadino di Salerno proprio per essere più forte nella realizzazione di grandi opere nella sua città, a partire dalla metropolitana. Il che, forse, non sarà esteticamente bellissimo, ma promette di essere molto efficace. Soprattutto, vi risparmio la lettura di leggi e controleggi. Ma, ovviamente, in Italia c'è anche una legge che dice il contrario rispetto a quella invocata dai grillini per chiedere le dimissioni immediate del sindaco.
Perchè vi ho raccontato questa storia? (...)