La sinistra litiga sull'adesione alla «città metropolitana»

È stato un consiglio comunale corposo e ricco di dibattiti quello del Comune di Arenzano di giovedì sera. In certi momenti le discussioni si sono trasformate in veri e propri scontri, soprattutto per merito, o colpa, di Luigi Cola, consigliere di minoranza smarcato da ogni logica di partito e per questo tiratore libero e bastian contrario. Prima di affrontare i sei ordini del giorno in programma, il sindaco Maria Luisa Biorci ha aggiornato il consiglio sulla riunione congiunta tra il Comune di Arenzano e quello di Cogoleto sulla riforma delle città metropolitane. «La decisione di aderire alla città metropolitana genovese o alla provincia del Ponente sarà presa in accordo con Cogoleto per contiguità di territorio - ha spiegato il primo cittadino -. Ciò che mi preme sottolineare sono aspre critiche al metodo di questa legge: una tale riformulazione degli enti locali deve passare attraverso le Regioni, non può essere calata dall'alto dal Governo, è incostituzionale. Per questo motivo invito la Regione a fare ricorso alla Corte Costituzionale per far si che la decisione passi almeno attraverso una consultazione popolare».
L'intervento del sindaco si è quindi concluso con l'invito a tutto il consiglio di istituire un ordine del giorno immediato sul tema della città metropolitana. Proposta accolta di buon occhio da tutti tranne da Cola, che ha attaccato la Biorci sotto ogni profilo. «Lei è impreparata, populista e cerca solo visibilità con questa proposta - ha tuonato il consigliere di minoranza -. Sa benissimo che un ordine del giorno non serve a niente, dovrebbe piuttosto studiarsi la legge e inviarla per posta a casa di tutti i cittadini. Ma non lo fa perché non è un sindaco democratico».
La risposta della Biorci non si è fatta attendere: «Lei dice delle stupidaggini eppure essendo stato sindaco per tanti anni certe cose dovrebbe saperle - ha replicato a Cola -. Come sindaci possiamo fare poco, ma è meglio fare poco o non fare niente? Stando zitti oggi ci fanno passare la riforma delle province, domani chissà cos'altro». Votato l'ordine del giorno all'unanimità escluso Cola, il dibattito si è spostato sull'Imu, con l'assessore alle Finanze Muscatello che ha spiegato come le aliquote al momento rimangano bloccate, nonostante un buon avanzo di bilancio da 2,2 milioni di euro. Sempre Muscatello ha portato a conoscenza del consiglio tre debiti fuori bilancio da 13mila euro totali. In conclusione Paolo Cenedesi (Pdl) ha proposto di lanciare l'erogazione di prestiti per le fasce medio basse, sul modello genovese proposto cinque anni fa dall'allora assessore al Bilancio Francesca Balzani. «Il Comune andrebbe a pagare gli interessi su prestiti di piccola portata, fino a 5mila euro - ha spiegato il consigliere di minoranza -. In questo modo si dà respiro alle fasce medio basse, si stimolano i consumi e si fa girare l'economia». Proposta accolta dalla Giunta che porterà la discussione in Commissione.