le testimonianze

2IL COLLEGA
Onorato di far parte

di questa squadra
Caro Massimiliano, quello che tu scrivi in proposito del caso di Francesco Guzzardi è stato ben compreso dalla maggioranza dei lettori e persino da giornali molto lontani dalle nostre posizioni. Non potevi fare diversamente da come hai fatto. Quello che avevo detto quando si pensava che il volantino fosse vero, lo ribadisco oggi: sono onorato di essere vostro collaboratore perché «il Giornale» dimostra, in ogni occasione, di rischiare di persona e di non nascondere nulla, anche quando si tratta di una vicenda triste avvenuta «in famiglia» che è stata tuttavia trattata con la massima trasparenza. Oggi, una volta di più, «il Giornale» si è dimostrato una vera casa di vetro per i suoi lettori.
A presto.
2L’AMICIZIA
La voglia di scrivervi

«batte» la malattia
Caro Massimiliano, sono malata da un po' di giorni, ma oggi mi alzo a fatica per scriverti la mia affettuosa solidarietà, circa lo «scherzo» volgare e rischioso, di cui è stata fatta oggetto la redazione genevose del Giornale. Ancora una volta sottolineo l'umanità dolente o esaltante e l'onestà intellettuale della tua scrittura giornalistica. La cronaca di Genova, che mi arriva in Lunigiana (la Lunigiana è anche ligure) è costruita da te e dai tuoi collaboratori col cuore, anche quando affrontate la politica. E tu sai cosa penso della politica: la Politica è Vita e come tale va esercitata, con tutta la passione e la donazione che merita. La politica va scelta come opzione personale a termine e va esercitata con criteri di umanità diffusa e di lungimiranza amministrativa. I trucchi devono lasciare posto alla mediazione ALTA e il Governo della Cosa Pubblica deve essere impugnato, avendo sotto gli occhi e nel cuore i milioni e miliardi d'individui umani e animali, che esaltano la vita.
Ma tornando al punto: esatto l'ex malo bonum. Perché sempre, anche nelle dimostrazioni peggiori, è possibile intravedere anche un solo obliquo e fioco raggio di sole. Oggi affermi, caro Massimiliano, che tutta la solidarietà ricevuta (cui io mi aggiungo) ha dimostrato di puntare «alla qualità e alla verità dell'informazione». Tu e la tua redazione esercitate quotidianamente tale principio ed è per questo che noi vi leggiamo. E anche perché le pagine liguri esaltano una Genova rigorosa, appassionata e Superba, seduta com'è sul suo trono orizzontale e turbativo. Come una donna di grande potere.
Tu sei un uomo nuovo, Massimiliano e lo dico essendo io priva di piaggeria, tu sei un uomo adatto a rifondare la politica e a dare alla vita le soste e le contemplazioni e gli spazi d'amore che si merita. Un abbraccio forte a te e alla redazione
PS - in questa chiave, t'invito a parlare più profondamente (fatta salva la punizione) con l'autore dello «scherzetto».
Nicla Ghironi
2DALLA PROVINCIA
Mai in discussione

la vostra serietà
Ciao Massimiliano, ti scrivo personalmente per dirti che in questi giorni, insieme al Presidente della Provincia Alessandro Repetto, abbiamo seguito la vicenda della minaccia anonima con sincera solidarietà.
Proprio l’altro giorno stavamo preparando una lettera di sostegno da inviare a te e alla redazione quando ci è giunta la notizia, confermata poi dall’Ansa, che si trattava di una missiva fittizia.
Nonostante il sollievo di sapere che le minacce, inaccettabili, non fossero vere, il nostro pensiero è stato immediatamente rivolto a te e all’amarezza tua e dei tuoi collaboratori per quella sconcertante e triste scoperta.
Abbiamo preferito lasciar passare alcuni giorni per lasciare che la questione rientrasse e si «ammortizzasse» un po’ negli animi, ma sia da parte mia sia da parte del presidente c’è il desiderio di farti sapere che a te va tutta la nostra comprensione per la delusione che un gesto sconsiderato come quello può aver provocato, gesto che ovviamente (non dovrebbe essere neanche messo in discussione ma è giusto ribadirlo comunque) non intacca nel modo più assoluto la stima e la considerazione per tutto il resto della redazione de il Giornale.
Barbara Fiorio
2L’AMICIZIA
So cosa provate

e sono con voi
Caro Massimiliano, ieri sono stato in forti ambasce se scriverti o lasciar perdere perché conoscendo la passione con cui tieni la barra della nave a seguire il vento della correttezza professionale, immaginavo il senso di sconforto e di ferita.
Ho pensato che, in un primo momento, un silenzio valga meglio di tante parole. Andiamo fieri della correttezza, della professionalità e dell’entusiasmo della Redazione Ligure. Certo che siamo con voi. Non osate dubitarne.
Con sincero affetto per tutti voi.
Marco Marchionni
2L’ANALISI
La fiducia

resta intatta
Ciao Massimiliano, mi spiace moltissimo per la vicenda della «lettera anonima». La redazione non merita certo questa brutta faccenda! Però io posso assicurare che tutti voi, mi permetto di dire tutti noi, possiamo vantare un’ottima fiducia da parte di lettori, istituzioni e colleghi giornalisti di altre testate. Io parlo in particolare per il Levante Ligure che io frequento assiduamente! Veramente!
Antonio Bovetti
2LA LETTERA
Ci sono anch’io

e voglio dirvelo
Per quanto vi possa essere utile con umiltà invio tutta la mia solidarietà alla redazione del Giornale per i fatti accaduti in questi giorni e che voi avete scrupolosamente raccontato e scritto senza alcuna paura.
Cordiali saluti.
Elena Spinetti
2OLTRE IL FATTO
Una famiglia

è sempre unita
Compagno di viaggio inseparabile, un amico onesto e puntuale ed un attento osservatore della città e di tutta la Regione. Questo è il Giornale di Genova e della Liguria.
Invito il popolo del giornale nel riflettere ed a stringersi attorno alla redazione de il Giornale.
Se è vero che siamo una famiglia mai come oggi dobbiamo essere presenti e vicini nella vicenda della quale è stato vittima il nostro giornale.
Nella società di oggi è possibile che accadano casi di questa complessità sociale ed dall’«apparente» stranezza nell’ambito delle relazioni lavorative ed umane. Condivido totalmente quanto scritto da Massimiliano Lussana sul fatto che rifarebbe tutto oggi come domani sull'opportunità di dare la possibilità a tutti. Il problema è che la società è figlia dei tempi in cui viviamo dove tutto è improbabile e dove l'imprevisto di azioni e reazioni della gente (singole o in gruppi) è cosa di tutti i giorni in tutti i campi e le situazioni. Il concetto di fallibilità è dominante a tutte le latitudini e in tutti gli ambienti. Cari amici, riflettiamo sui valori e sulle motivazioni che questa società oggi è in grado di esprimere. Facciamoci un esame di coscienza per capire come e quanto sia importante mettere da parte l’egoismo, usare il pubblico per difendere il privato, che spesso ci anima dentro e fuori da noi stessi.
Anche di fronte a vicende umane degne di nota che meritano attenzione e rispetto non bisogna utilizzare cose , persone ed istituzioni per fini personali.
Prima viene l’uomo e poi il resto soprattutto negli affari pubblici.
Un giornale è cosa pubblica ed è un po’ come fare il politico.
Siamo molto amareggiati, questo è stato un esempio del mondo di oggi quando la gente inverte gli ordini degli addendi credendo di fare la cosa giusta per difendere la sfera privata. Sbagliato, invertendo l’ordine degli addendi il prodotto cambia e si fa solo casino mettendo in gioco tutto e tutti.
Un caro saluto
Gian Luca Fois
2DIETRO LE «QUINTE»
Le motivazioni

meno evidenti
Egregio dottor Lussana, un incidente di percorso è sempre in agguato... Va bene cospargersene la testa, ma fare addirittura il bagno nella cenere mi pare eccessivo. Il vostro ex collaboratore Guzzardi ha sbagliato, tradendo la vostra fiducia, ma occorre tener conto del fatto che era spaventato (come afferma e mi auguro sia sincero) da minacce che coinvolgevano la sua famiglia.
Non sempre queste minacce vengono fatte con lettere o telefonate anonime. Vi sono sistemi più subdoli: frasi a doppio senso rivolte non direttamente a te (o a qualcuno dei tuoi cari) quando sei dal macellaio o dal panettiere; avvertimenti dati a tua moglie da qualche sedicente amica che lo fa, ovviamente, soltanto per il suo bene... «Ma non hai paura che tuo marito con quello che scrive possa suscitare qualche reazione... con i tempi che corrono non si sa mai...!» etc.
Logico che Guzzardi non poteva presentarsi alla polizia dicendo: «ho sentito uno vicino a me diceva al macellaio (o al panettiere): “certi giornali e certi giornalisti corrono dei grossi rischi” oppure “c'é qulcuno che va a cercare il male come i medici (traduco da un detto genovese)”».
Purtroppo, per liberarsi dall'incubo, è ricorso ad un mezzo tanto illecito quanto infantile, come spesso accade a chi teme non tanto per sé ma per i suoi cari.
Olimpio Parodi
2OLTRE L’IRONIA
Non dimentichiamo

i fatti importanti
La notizia dell'auto-invio della lettera minatoria ha lasciato anche me, come ama dire Feltri, basito e, soprattutto, amareggiato, perché, Primo: le vere intimidazioni, che i «fuori di testa» è dimostrato comunque hanno fatto all'ex collaboratore de «il Giornale», sono andate in secondo piano. Secondo: perché si è dato adito ad alcuni, l'Unità e i Grillini (ma altri si manifesteranno, vedrà, è una sindrome abbastanza comune...) a fare facile e gratuita ironia. Ha visto che l'ex giornalista aveva urgenza che la missiva arrivasse in «Sede» e nutriva scarsa fiducia nelle Poste Italiane? O forse, visto che siamo, comunque, anche se al «Giornale», a Genova,... le palanche per il bollo... scarseggiano? Una cosa mi piace, però, dirla forte e chiara e, stavolta, senza ironia, plauso alla Digos, che evidentemente lavora con impegno e... mestiere, perdiana!
Con amicizia e stima,
Luigi Fassone
2«BUONI CITTADINI»
Vi siete comportati

con trasparenza
Caro Massimiliano, ancora una volta il Giornale di Genova, coniugando trasparenza con onestà, si è comportato in maniera esemplare. Come si conviene a buoni giornalisti ed a buoni cittadini. Un saluto affettuoso.
Gianni Plinio
consigliere Pdl Regione Liguria
2L’ORGOGLIO
Più che mai fiero

del mio Giornale
Carissima redazione, oggi più che mai sono orgoglioso e vado a testa alta per essere un lettore del Giornale. Avevo già chiamato a solidarizzare quando noi tutti pensavamo che le minacce fossero reali, e a maggior ragione sono con voi ora. Vi siete comportati da galantuomini. Complimenti.
G.B. De Paoli