La tisi e le sue eroine nell'opera lirica

«Echi del mal sottile», ovvero la drammatizzazione in musica del «mal du siècle» offerta da Verdi, Puccini e Massenet, ripercorre la storia di una malattia che ancora quasi due secoli dopo manifesta recrudescenze in diverse zone del mondo. Lo spettacolo andrà in scena domenica 28 aprile alle 21 al Teatro Modena di Sampierdarena, per la regia di Mauro Pagano, con la partecipazione di Emanuele Pontali, medico tisiologico e consulente teatrale per il trucco scenico e la sintomatologia della malattia.
«Attraverso la rappresentazione dei momenti culminanti delle tre opere: Traviata, Manon e Bohème si punteranno i riflettori sugli esiti di un male, allora incurabile ed oggi ancora difficile da debellare - dice il regista. Uno spunto nuovo ed originale per conoscere l'arte sotto il denominatore comune della medicina. Una rilettura registica che consente di dare una continuità temporale alle vicende rappresentate , di pari passo con l'evoluzione storico-sociale della malattia, con un'ambientazione scenica che spazia dal 1700 al 1980».
E continua: «Elementi portanti di sono l'attenzione al trucco, in chiave scientifica , nella simulazione degli esiti devastanti sulle membra di coloro che ne sono affetti: dalla forma florida del '700, a quella più torpida di fine '800 a quella contemporanea, manifestazione terminale del malato immunodepresso HIV positivo».
L'assenza di sipario, un'esecuzione senza soluzione di continuità, il ruolo determinante delle luci, protagoniste di una scena che progressivamente si svuota, sono funzionali alla rappresentazione della parabola discendente che getta le protagoniste nel baratro della morte.
Ad intervallare i tre finali d'opera una colonna sonora che restituisce alla scena l'incanto della più ispirata musica romantica attraverso le note di F. Chopin, rubato al mondo dalla tubercolosi a soli 39 anni.