La tragedia di Tosca al Cantero di Chiavari

Opera a tinte forti, la definì lo stesso Giacomo Puccini in quel (ormai) lontano 14 gennaio del 1900 - data della prima rappresentazione - un grande spettacolo, ricco di passioni accese, gelosia, di ribellione, politica e sangue. «Tosca» - opera in tre atti su libretto di Illica e Giacosa dall'omonimo dramma di Victor Sardou - mette in scena le tragiche vicende legate alla caduta della Repubblica Romana, nel 1800, nata sull'entusiasmo degli eventi rivoluzionari in Francia. Tre i personaggi principali, che orbitano in una sorta di classico triangolo, ma non più d'amore bensì di sesso e violenza. Mario Cavaradossi, pittore bonapartista, il diabolico barone Scarpia - non a caso gli accordi che lo contraddistinguono in partitura sono legati al tritono, il «diabolus in musica» - capo della polizia papalina e feroce giustiziere dei ribelli; poi lei, Floria Tosca, la «celebre cantante», passionale, gelosa, primadonna sul palcoscenico e nella vita, che entra nelle diatribe politiche solo per amore di Cavaradossi. «Tosca» va in scena al Teatro Cantero di Chiavari venerdì 19 aprile (ore 21), chiusura del cartellone lirico levantino, curato dall'Associazione Ritorno all'Opera in collaborazione con gli «Amici del Teatro e del Tigullio». Cast nostrano, con la presenza del più che noto tenore Alberto Cupido (nato a Portofino) nel ruolo di Cavaradossi - il ruolo di tenore per eccellenza, come ha dichiarato lui stesso - del soprano genovese Capucine Chiaudani in quello della protagonista e del baritono Ivan Marino - presidente di «Ritorno all'Opera» - nei panni di Scarpia; poi il tenore chiavarese Mauro Buffoli (Spoletta), Claudio Ottino (Sagrestano) e Gianmaria Patrone (Angelotti). Regia di Andrea Elena, Orchestra Sinfonica Chiavarese, Coro Lirico Quadrivium diretto da Giovanni Bergamo. Da segnalare, giovedì 18 alle 17.30, l'incontro (gratuito) di presentazione dell'opera tenuto da Paolo Gaviglio presso la Sala Livellara in via Delpino 2.