«Il tramonto da Castelletto è unico al mondo»

Caro signor Xavier Medolago Albani e caro Massimiliano, chiedo scusa se rispondo in ritardo al vivace botta e risposta di mercoledì 11 febbraio che seguiva al mio articolo di venerdì 6 febbraio.
Così come il signor Medolago Albani è stato preciso e puntuale, cerco di esserlo anch'io. Dove vivo? A Genova, in vico Salvaghi. I topi qui non sono letteratura. Venga quando vuole una sera e ci divertiamo. Sicuramente i topi ci saranno in tutte le città italiane ma, sarà un caso, tanti come a Genova non ne ho visti mai.
Che Genova sia la città dove in proporzione agli abitanti ci sono più teatri è una leggenda nata con il 2004: si fidi, lo faccio di mestiere, legga il Giornale dello Spettacolo. Si capisce in fretta quanti genovesi vanno a teatro e quanti sono i biglietti venduti. Posso in compenso dire che il livello dei teatri genovesi è molto alto, questo sì.
Per quanto riguarda il mio accenno alla sicurezza dei cittadini, caro Signor Xavier Medolago Albani, la mia fonte è l'analisi pubblicata dal Sole 24 Ore qualche settimana fa: Genova è al 123° posto, l'ultimo. La fonte mi sembra attendibile.
Che poi i genovesi siano ai primi posti come utilizzatori dei personal computer, questo, se Lei lo dice, lo prendo per buono, né ho mai detto il contrario: una ragione in più per offrire ai genovesi delle buoni reti wi fi nei locali pubblici, nei teatri, nelle librerie e così via, il resto d'Europa lo fa.
Sul fatto che Genova sia scollegata mi pare che Lei sia d'accordo con me. E questo era il punto principale di quel che volevo dire. La Cultura ha bisogno, come ogni altra mercanzia, di viaggiare, di muoversi e Genova è tagliata fuori.
La ringrazio per le critiche costruttive, posso dirLe che, come ha detto Massimiliano con l'affetto di chi mi conosce, amo profondamente Genova. Se così non fosse non tornerei qui appena possibile, incrociando treni e aerei improbabili. Non sputo su Genova e non mi unisco al coro dei mugugni generici. Sono pronto a difenderla contro chiunque l'attacchi. L'ho fatto e lo faccio, rischiando in prima persona.
Oggi son salito a Castelletto, ho visto un tramonto che nessun altra città sa offrire. Esiste uno sport diffuso almeno tanto quello di sputare sulla propria città: quello di guardarla da lontano, di guardarla in cartolina, in naftalina. Quello di amarla nel ricordo o di amarla accecati dal sole.
Rispetto, ovviamente, al sua opinione: sono con Lei nel difendere sempre e comunque Genova. Non riesco invece a difendere i tanti genovesi che non hanno avuto il coraggio di cambiare, che hanno votato a sinistra, che vedono il disastro e che rivoteranno a sinistra.
*regista