Valletta Cambiaso, il «salotto» di Genova occupato dai cani

(...) è il regolamento comunale che vieta di lasciare liberi i cani all'interno della Valletta. Non si fa in tempo a finire di leggerlo, però, che la situazione reale salta subito agli occhi: cani di tutte le taglie e tutte le razze a giocare liberi per la Valletta. Invettiva contro i cani? Assolutamente no, anche perché loro non hanno la minima colpa, ma i padroni sì, visto che il regolamento esposto in bella mostra viene tranquillamente ignorato.
L'unico alibi per questi padroni riguarda l'area di sgambatura recintata dedicata agli amici a quattro zampe: presente sul lato orientale della Valletta ma in condizioni di degrado talmente avanzate (ringhiere e pali pericolosamente divelti) da non essere giustamente degna nemmeno dei cani. Trovato anche un alibi ai padroni non particolarmente ossequiosi del regolamento comunale, resta un altro comportamento insopportabile da stigmatizzare per maleducazione e inciviltà: le deiezioni del proprio cane non raccolte. Lasciando sgambare gli animali entro tutto il perimetro di Valletta Cambiaso, va da sé che questi facciano i loro bisogni un po' ovunque, dai prati, un tempo usati dai bambini per giocare, fino ai vialetti di collegamento tra i campi da tennis. Passeggiare per il parco diventa quindi un percorso ad ostacoli per bambini, genitori, nonni e tennisti, con la «consolazione» per questi ultimi che un calpestio indesiderato possa essere almeno di buon auspicio per l'incontro sportivo. «Io quando vedo tutte le stradine sporche dei bisogni dei cani cerco sempre di chiedere ai padroni di raccoglierle ma ogni volta mi rispondono che non è colpa loro - ha spiegato Rohan, il ragazzo che lavora a Valletta Cambiaso per la Janua Sport Service, la società che ha in gestione la cura del parco -. Tutti i giorni io mi occupo di tenere pulita la Valletta ma è sempre la stessa storia e nessuno fa mai niente».
La situazione di Valletta Cambiaso, a onor del vero, è arrivata nel consiglio del Municipio Medio Levante dello scorso 3 luglio con un ordine del giorno presentato dal pidiellino Fabio Orengo. Nel suo odg l'ex presidente del parlamentino chiedeva un impegno alla Giunta per portare avanti una collaborazione con la Polizia Municipale in modo da aumentare il presidio e i controlli nel parco. La proposta di Orengo, formalmente senza alcun cappello politico, è stata però osteggiata dalla maggioranza di centrosinistra, prima in Seconda Commissione, dove addirittura al pidiellino è stata rimproverata la forma usata di ordine del giorno anziché di interpellanza, e poi in Consiglio, con il Pd che ha voluto presentare un documento analogo in modo da non votare quello del consigliere di opposizione. L'impasse sulla questione era stato risolto dal presidente Morgante che aveva proposto di unificare i due documenti in uno unico a nome del Consiglio. Proposta apprezzata e votata favorevolmente in maniera bipartisan, ma dopo più di una settimana: «non è ancora stato presentato alcun documento di sintesi - ha spiegato Orengo -. Io ho votato sulla fiducia l'impegno politico preso dal presidente. Spero solo che una questione così sentita dai cittadini non venga più usata per sterili questioni di appartenenza politica».
(1-continua)