Varazze combatte gli abusivi e il pm di Savona li difende

Pare che tra Savona e Varazze ci sia una divergenza di vedute piuttosto spiccata. Almeno stando alla circolare che il procuratore capo di Savona, Francesco Granero ha inviato l'altro giorno ai magistrati del suo ufficio, togati e onorari, alle forze dell'ordine e al procuratore generale, invitandoli, ora che sono iniziate le «crociate estive» contro i venditori abusivi di colore, al «rigoroso rispetto dei diritti costituzionali in tema di libertà individuale e dignità della persona». «Ho semplicemente richiamato alla tutela dei diritti dell'uomo e alla Costituzione - ha detto Granero - visto che è già partita la “crociata” fatta di pattuglioni e inseguimenti per le spiagge e le piazze con gran squadroni di polizia dietro ai ragazzi con la merce in spalla. Tutto questo produce solo gran carta e lavoro d'ufficio e merce sequestrata e ammucchiata in un angolo che dopo tempi lunghissimi finisce alla Caritas. Senza contare i fermi per identificazione che durano più del dovuto, magari fermi gratuiti».
Mentre proprio l'altro giorno, a Varazze, primo comune della Provincia di Savona, l'amministrazione ha installato lungo la passeggiata dei cartelli con i quali si ricorda che vendere merce falsa è un reato e chi compra merce contraffatta commette un illecito e rischia una sanzione da 100 euro a 7mila euro e il sequestro della merce.
Ma è anche sulla legittimità o meno delle diverse ordinanze comunali che il procuratore punta l'attenzione. «Ove ricorra il caso - si legge nella circolare - una cura particolare sarà posta sul rispetto dei diritti di cui si accennava all'inizio, oltre che sulla valutazione di legittimità di eventuali ordinanze sindacali la cui violazione possa astrattamente costituire ipotesi di reato». Ovvero: il magistrato deve verificare se l'ordinanza del sindaco la cui violazione ha portato all'arresto o al fermo di una persona possa magari essere illegittima. E infine, «perché non andare mai alla fonte del materiale contraffatto? Questo non succede mai. Magari c'è dietro la criminalità organizzata o forse e più semplicemente ci sono laboratori che sfruttano il lavoro nero esattamente come fanno le grandi firme? Perché non correre dietro alla merce fino ai fornitori? Sarebbe auspicabile altrettanta prontezza e efficienza delle forze di polizia giudiziaria in altri settori di rilevanza penale: magari l'evasione fiscale? Oppure la tutela della salute, del territorio, dell'ambiente, del demanio».
«C'è una sola autorità che può indirizzare l'operato delle Forze dell'Ordine: la legge! - risponde a muso duro Franco Maccari, segretario generale del Coisp, sindacato indipendente di polizia -. Un'autorità cui non può sottrarsi nessuna articolazione dello Stato, tantomeno un magistrato. Il rispetto della legge non può essere subordinato a pregiudizi ideologici né ad ostentati pietismi. Per questo lascia francamente sconcertati l'intervento del Procuratore di Savona che, probabilmente salendo sulla cattedra sbagliata, si arroga il compito di insegnare il lavoro alla polizia, indicando come e su chi intervenire per la prevenzione di reati».
«Il procuratore si dice scandalizzato da inseguimenti nelle piazze e pattuglioni scagliati contro gli immigrati, quasi i poliziotti fossero un manipolo di appartenenti al Ku Klux Klan scatenati in ronde razziste. Una raffigurazione, oltre che ovviamente falsa - continua Maccari -, assolutamente inaccettabile ed offensiva per l'intera Polizia di Stato. Prima di firmare lettere che appaiono molto simili ad inopportuni manifesti politici, invitiamo il Procuratore a lasciare il suo ufficio e a scendere in strada al fianco di quelle Forze dell'Ordine che raffigura come feroci persecutori di immigrati: potrà rendersi conto di quanta sia la professionalità, la capacità, ma soprattutto la sensibilità e la grande umanità che gli uomini e le donne in divisa dedicano alla loro unica missione: il rispetto della legge e la tutela della sicurezza dei cittadini. Qualunque sia il reato da perseguire, quale che sia il colore della pelle di chi lo commette». GG