Veleni tra Pd e il sindaco Così la sinistra si sfracella

(...) che piace alla sindaco per l’ottimo lavoro svolto fino a qui (era stato proposto dalla minoranza) non trova consensi adeguati. Alla fine della giornata concitata arrivano le nomine: Nicola Fossati, Fabrizio Rimassa e Roberto Benedetti. Ma mentre sui primi due nulla osta, sarebbe proprio Benedetti a non avere più i requisiti previsti dallo Statuto visto che ha già finito i due mandati consecutivi.
Fin qui l’ufficialità. Poi il fuorionda, mandato in onda anche perché per contratto i tecnici dell’emittente non possono intervenire sull’audio con i microfoni aperti. Farello e la Danzì parlano dell’elezione dei revisori dei conti e delle relative «difficoltà» del sindaco, Marta Vincenzi. Appena terminata la discussione che ha preceduto l’elezione, il capogruppo Farello dice al segretario generale Mariangela Danzì: «vorrei che fosse chiaro che non ce l’ho con te». «Spero di sì» risponde il segretario comunale. Farello aggiunge: «non possono chiederti di fare queste cose a trenta secondi dalla fine». Mariangela Danzì risponde: «lei (riferita al sindaco ndr) era in difficoltà». Il capogruppo del Pd ribatte citando il nome di uno dei candidati, che alla fine però non viene eletto: «lei è in difficoltà se fa incazzare me, non Mazzolino, perché i 17 (consiglieri ndr) che hanno votato ci sono sempre, anche per l’ospedale. Ma se mi fa incazzare il popolo poi non reggo più». Danzì dice ancora a Farello: «tu comunque hai detto che sei per il rinvio». Per inciso va detto che Mazzolino non è gradito all’asse Idv-Udc di Monteleone, corrente dell’Udc diversa da quella del figlio, Luca Mazzolino, e ciò potrebbe essere stato un ulteriore retroscena della non nomina. Farello risponde citando il nome di uno dei revisori che alla fine risultano eletti: «io mi sono votato Benedetti - dice il capogruppo del Pd -, qualcuno semmai farà ricorso. Io non sono in grado di spostarmi su qualcun altro. Qualcuno si faccia ricorso. Non fatemeli votare a me». Danzì: «io ho dato parere di legittimità». A quel punto interviene una terza persona, non identificata, che dice di fare attenzione perché i microfoni sono aperti e si sente tutto in televisione: «si è sentito tutto?» dice Danzì e smette di parlare. Il caso non è di poco conto anche perché, come spiega Giuseppe Murolo, consigliere di An attento alle questioni procedurali, se qualcuno farà ricorso si rischia di invalidare gli atti del Comune che portano quella firma.
Ieri è arrivata anche la replica della sindaco. «Considero la conversazione che si è tenuta tra il segretario generale e il capogruppo del Pd semplici battute da contestualizzarsi in un momento di grande tensione della seduta del Consiglio comunale. Una seduta che ha visto svariate sospensive sulla delibera di elezione del collegio dei revisori alla quale non ho partecipato, se non all'inizio, proprio per non influenzare in nessun modo la scelta che spetta per Statuto al Consiglio comunale». Sarà. Forse Marta Vincenzi comincia ad abituarsi alle pugnalate alla schiena. Di certo reagisce con classe: «Le battute sicuramente possono essere diversamente interpretate ma personalmente ritengo importanti solo i fatti. Ed è un fatto che questa maggioranza si è schierata sempre in modo compatto su tutte le scelte strategiche dell'amministrazione. In politica contano gli atti e a questi è bene fare riferimento. Confermo dunque la mia stima per il lavoro che svolgono al segretario generale Maria Angela Danzì e al capogruppo del Pd Simone Farello». Il futuro è rosso cupo.
ino