Viaggio alla scoperta dei misteri della scienza

di Ferruccio Repetti

Ci sarà da aspettare un po’, almeno fino a marzo 2013, ma a quel punto Genova entrerà ufficialmente a far parte del prestigioso circuito internazionale «Science Expo Center». Che è come dire: tutto quello che avreste voluto sapere sui misteri della scienza e, magari, avete anche osato chiedere, senza ottenere risposta... E invece lì, al Porto antico, Magazzini del cotone, ci saranno modi e mezzi per imparare, chiarirsi, approfondire sull’universo mondo del pensiero e della pratica scientifica, quella che riguarda tutti da vicino, i giovani, target primario dell’iniziativa, e pure i diversamente giovani, ma bisognosi, forse anche più dei ragazzi, di spiegazioni. A mettere su l’impresa - è proprio il caso di definirla così, visti i costi e l’organizzazione da sostenere, soprattutto di questi tempi - è un gruppo ristretto di privati riuniti sotto il cappello della Fondazione Edoardo Garrone: innanzi tutto, Riccardo Garrone, affiancato da Antonio Bruzzone e Franco Gattorno, con il «solito» Paolo Corradi, silenzioso, ma attivissimo dietro le quinte, a curare la sceneggiatura, i dialoghi (anche con le istituzioni), e la cabina di regia. Il risultato, si diceva, non è sotto gli occhi di tutti - «ci manca il nome, dobbiamo decidere» confessa Duccio Garrone, che si è lanciato nell’iniziativa con l’entusiasmo giovanile solitamente riservato alla Sampdoria -, ma se ne sono avute anticipazioni ieri mattina, alla presentazione ufficiale del progetto, nei sontuosi locali della Fondazione in via San Luca. A partire dalle cifre, che dovrebbero far riflettere tutti coloro che parlano e parlano e parlano di cosa si deve fare, purché lo facciano gli altri, con i soldi degli altri.
Qui, invece, l’investimento iniziale è particolarmente ingente, oltre un milione di euro, senza uno spicciolo di contributo pubblico. E poi gli spazi: un padiglione da 1200 metri quadrati, in cui verranno realizzati tre eventi all’anno, mostre e non solo, con una prospettiva ragionevole di 300mila visitatori. «Inaugurazione fra meno di un anno - conferma Bruzzone -, con una rassegna espositiva dedicata al cervello». Poi, aderendo a un invito-provocazione del vostro cronista sull’esigenza di addentrarci nel mistero dei misteri più attuali della scienza, lo stesso Bruzzone sottolinea: «Perché no una mostra dedicata all’economia?», visto che, come sostiene anche più di un Premio Nobel, la materia «è anche divertente». Già, il divertimento. È alla base della strategia di «Science Expo Center», a Genova come nelle altre strutture similari, da Parigi a Londra, da Berlino alla Norvegia, dal Portogallo alla Grecia. All’insegna del divertire educando, educare divertendo, alla scoperta dei fenomeni scientifici più attraenti e sconosciuti. È ancora Corradi a spiegare: «La Fondazione Edoardo Garrone, Bruzzone e Gattorno si sono mossi per tempo. Bisognava inserirsi nel circuito dei Science Center, altrimenti se ne sarebbe impadronito qualcun altro...». Corradi non lo ammetterebbe neanche sotto tortura, ma il sospetto c’è: che in Italia ci fossero altre città pronte a candidarsi, magari nel Centro-Sud, e magari facendo leva su consistenti finanziamenti pubblici. Genova, da questo punto di vista, ha già vinto la sfida, e ospiterà «la migliore produzione internazionale di intrattenimento con finalità formativa, mostre inedite ed esclusive di carattere scientifico e tecnologico, un elevato livello di interazione, scenografie e allestimenti hi tech dedicati ai giovani, alle famiglie, alle scuole». In collaborazione, non in contrapposizione, con l’esistente, ad esempio l’Iit, il Festival della Scienza. In questo senso, le garanzie sono già arrivate da Manuela Arata (presidente del Festival della Scienza), Paolo Odone (al vertice della Camera di commercio), Ariel Dello Strologo (numero uno della società Porto Antico) e Carla Sibilla (assessore comunale a Cultura e Turismo), presenti ieri all’esordio con l’assessore regionale Giancarlo Cassini, l’economista G.B. Pittaluga, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Giuliana Pupazzoni e il direttore di Palazzo Ducale Pietro da Passano. Tutti insieme a impegnarsi, è questo l’auspicio, per realizzare quello che «osa» dire Gattorno: «Se la qualità del prodotto è altissima, le cose belle hanno successo». Scientificamente provato.