«Viviamo grazie alla città»

Dal fallimento al pareggio di bilancio. Finalmente il Teatro dell'Archivolto tira un sospiro di sollievo e pensa positivo. «Diciamo che se le cose vanno avanti così con il contributo straordinario del Comune e l'aiuto degli sponsor dovremmo arrivare a fine anno al pareggio di bilancio. Come già accaduto - spiega Pina Rando alla guida del teatro Modena di Sampierdarena - Mi preme sottolineare l'importanza di quanti hanno creduto e credono ancora in noi permettendo al teatro di sopravvivere. Parlo dei partner istituzionali quali il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Comune di Genova e la Regione Liguria. Fondamentale poi il sostegno della Compagnia di San Paolo, a cui si aggiunge il prezioso contributo degli sponsor Erg, Gruppo Spinelli, Gip Gruppo Investimenti Portuali, Coop, Basko, Saar, Sampierdarena Oli e Silomar. Senza dimenticare l'importante e fitto dialogo con le istituzioni culturali cittadine, dal Teatro Stabile di Genova a Genova Palazzo Ducale-Fondazione per la Cultura, dalla Società per Cornigliano alla Fondazione Edoardo Garrone, dal Goethe Institut Genua a Habanero ed Echo Art-Festival del Mediterraneo». Malgrado i pesanti problemi economici, che hanno messo a rischio il funzionamento e la stessa sopravvivenza dell'Archivolto, i buoni risultati fanno tirare un sospiro di sollievo. «Abbiamo diminuito i debiti - aggiunge Rando -. Siamo passati da 2 milioni e 200mila euro, debito acceso nel 2009 con le banche per la ristrutturazione e la gestione del teatro, a un attuale di un milione e mezzo. E se la città potrà continuare a permettersi un teatro come questo noi continueremo a lavorare. Con gli aiuti necessari cercheremo in tutti i modi di mantenere un equilibrio. Siamo costretti a farlo ma l'equilibrio economico lo raggiungiamo così». Dunque «se quello che deve avvenire, avviene, possiamo ancora una volta farcela» conclude la direttrice. Insomma dopo il grido d'allarme degli scorsi anni, oggi il Modena vive più che mai. «Certo è, che se ci fossero risorse in più potrebbe essere un' ulteriore occasione per chi vuole iniziare e non lavorare sul pedale» aggiunge il suo direttore artistico Giorgio Gallione.