Il genovese che chiede al Papa di pulire le strade

Piero Carini è uno che ti si presenta e salta i convenevoli: «Mi dica, lei trova giusto che una persona abbia il diritto di chiedere a un altra di raccogliere la carta di caramella che ha appena visto buttare per strada?». Ok, fuori la fregatura. Come si fa a non rispondere di sì? Dove devo firmare? Anche lei raccoglie sottoscrizioni per un’associazione che si occupa degli emarginati e sieropositivi? Piero Carini non sorride neppure e aggiunge: «Allora il suo è un sì? È d’accordo? Ecco io voglio fare una cosa in anteprima mondiale: far riconoscere questo diritto alle persone». Già che è stato così cortese da dare la notizia in esclusiva anche al Giornale, vale la pena metterlo in guardia dal fatto che probabilmente non serve scriverlo sulla Costituzione un diritto del genere. Anche perché si accompagna a un diritto della persona ripresa per il gesto maleducato della carta gettata in terra, che è quello di fare spallucce e di non accogliere l’invito alla buona creanza.
Un breve ritratto di chi è Piero Carini era fondamentale, visto che lui da anni tira dritto per la sua strada, anzi per le sue «Strade sempre pulite», per dirla con il nome che ha dato alla sua associazione, perennemente «Onlus in via di costituzione». Non si ferma davanti a nulla, neppure al continuo aumento del costo dei francobolli e scrive a tutto il mondo. A tutti i governi e agli organi sovranazionali. Però stavolta si è accorto di essersi dimenticato una strada da seguire. E ha subito provveduto. Zerozerocentoventi è il Cap della Città del Vaticano, l’indirizzo diventa superfluo, tanto la raccomandata a «Sua Santità Benedetto XVI» arriva di sicuro.
Sì, Carini ha scritto al Papa. Con ricevuta di ritorno. Oggetto: proposta di alcune idee per la salvaguardia dell’ambiente. Va subito detto che il leader dell’«associazione di cittadini-utenti» offre subito i suoi recapiti, per far capire che non si tratta di uno scherzo o di un megalomane. Anzi, dà anche alcuni indirizzi internet su cui poter controllare. Il Santo Padre se non ha niente da fare, può cliccare, ad esempio, su www.caccacaniedintorni.com e farsi una cultura sul progetto di Piero Carini. Che in fondo non chiede tanto a Benedetto XVI: «Santo Padre, sto seguendo con grande attenzione e compiacimento gli appelli che sta facendo per la salvaguardia dell’ambiente (...) Personalmente gradirei essere seguito da un Suo incaricato, che mi guidi a individuare un Suo scritto attuale e futuro sulla salvaguardia dell’Ambiente, da inserire nelle prime pagine del vademecum». Non proprio nella prima pagina, ma certo Carini troverebbe all’interno del suo progetto uno spazio adeguato alle parole del Papa.
In fondo l’intuizione di «Strade sempre pulite» non è una novità per la dottrina della Chiesa: «Infine Le chiedo un Suo parere sul principio-norma del progetto, che collima con la correzione fraterna del Vangelo», aggiunge Carini nella sua lettera al Papa. Al quale, in conclusione chiede un intervento preciso: «Un Suo scritto sarebbe di esempio per i Vescovi che non mi hanno dato risposta, per cui ho coniato la frase che fa sorridere ma anche pensare: “Se scantonano i Pastori, figuriamoci le pecore”». Sarà troppo azzardare il titolo della prossima enciclica? «Pastoris Carinis lectio».