Genovesi arrabbiati con la Rai

Gentile Giornale, le invio la lettera che ho scritto alla Rai per essere esentata dal pagare il canone Rai tv facendomi sigillare le tre reti, perché non mi riconosco più come ascoltatrice Rai Servizio pubblico, ci sono altre reti private vanno benissimo, desidero una risposta e ditemi come devo fare se è possibile.
Sono una signora di 74 anni ho messo parecchio tempo a capire che il governo votato dal popolo italiano fosse calpestato da subalterni; ci sono persone che non rispettano le istituzioni. Nel loro Dna la maleducazione fanno di loro dei pionieri riempiendosi le tasche del nostro canone, altro che artisti, cantanti giornalisti siete solo persone arrabbiate dove l’odio prevale al rispetto verso il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Signori attori sbollite i vostri veleni, non giocate con la satira offensiva che cercate disperatamente di distruggere signori comunisti (attenzione).
L’odio è la parodia del disfattismo dei sentimenti. Il popolo italiano anche se guarda lo show di Celentano, Santoro, Benigni, Biagi, Freccero e tutta l’armata Brancaeuro alle spalle della Destra.
Si ricordi signor Celentano mai sputare nel piatto dove si arricchisce col nostro canone non trascurate l’ultima speranza (l’educazione è d’oro) (il rispetto è amore).
Salutandola con rispetto, è nel mio Dna, da una persona che ha perso la salute ma con una forza da leone combattiva.
Annamaria Tagliaferri

Vorrei porre una domanda a tutti i caporioni, che stanno seduti in comode poltrone a Viale Mazzini, guadagnando un sacco di soldi, alla faccia del pensionato o dell'operaio, iniziando da Petruccioli, Meocci e via via tutti gli altri.
La domanda è questa ma vi rendete conto di quale impar condicio abusate con i soldi di chi paga quella maledetta tassa? Cosa credete che il cittadino normale non se ne renda conto?
In un certo senso fate pena, non avete rispetto per nessuno, all'infuori che del Mortadella e compagnia, non avete il minimo pudore e mi meraviglia che quelle imbecilli di ditte spendano ancora soldi da voi per gli spot pubblicitari, dai quali non ricavano una lira, anzi, pagano fior di euro, senza riscontro. Siete la tv di Stato alla Zapatero.. che appena insediato ha epurato tutti i giornalisti a lui contrari.
Siamo alla censura per i giornalisti che non sono di sinistra e questo fatto è talmente evidente da far voltare lo stomaco! Ma ricordatevi che nel 2001 c'era Zaccaria, ed è andata come è andata. Certo dobbiamo tener conto che voi fomentate l'odio verso Berlusconi come foste una Tv sovietica, certo dobbiamo tener conto delle idee che avete, ma pazienza, ci rassegnamo aspettando «Gòdo».
Giusy Monti

La Spezia
Gentili signore,
avete entrambe ragione. È soltanto a causa della solita ipocrisia italiana che continuiamo a chiamare «canone» ciò che in effetti altro non è che un’ignobile tassa. Sarebbe molto più corretto chiamare questo balzello col suo vero nome e avere dunque il coraggio di dire che si pretende dal popolo italiano il pagamento di un’imposta di proprietà sugli apparecchi televisivi. Perché di questo si tratta. E non ci sarebbe più l’equivoco di dover pagare per assistere a programmi televisivi di cui buona parte dell’Italia farebbe volentieri a meno.
Del resto perché mai dovremmo pagare per guardare telegiornali di un presunto servizio pubblico (la cui informazione varia a seconda di chi è al governo in quel momento), mentre potremmo usufruire di un telegiornale, magari migliore e gratis, su una qualunque rete privata?
Ripeto: ormai è tempo che si faccia chiarezza su un equivoco che non ha più ragione di esistere.
Per cui la smettano di parlare di «abbonamento» e stupidate del genere. Speriamo soltanto che prima o poi qualcuno si svegli e decida che non è più il caso di prenderci in giro. Insomma, aspettiamo «Gòdo».
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