Genovesi sconvolti dalla beffa del Mozambico

Francesco Gambaro

Al terzo piano di via Dante 2, sulla porta della sede dell'associazione «Centro cooperazione sviluppo, organo di solidarietà internazionale», ieri era appeso un cartello scritto in tutta fretta con un pennarello nero: «15 novembre, ufficio chiuso per riunione». Stop e tanti saluti alle centinaia di genovesi, che per tutta la giornata hanno cercato di avere spiegazioni dai responsabili della onlus, dopo aver appreso dalla tv la notizia dell'arresto del presidente e dei suoi più stretti collaboratori. Ma che al posto dei collaboratori si sono trovati di fronte i carabinieri e i finanzieri. Per tutti i cittadini che in questi anni si erano fidati ciecamente dei progetti sulle adozioni internazionali e sulle iniziative a favore dei bambini vittime di guerre, carestie e sfruttamento nel loro Paese, è stata un'autentica doccia fredda. Proprio con quelle finalità nel 1988 era nato il Centro Cooperazione Sviluppo, le cui attività si svolgevano principalmente in Mozambico, grazie (...)