Genovesi alla scoperta delle «altre» coste: ma stavolta il divertimento è in Puglia

Dimenticate il tormentone di Piero Focaccia «Stessa spiaggia stesso mare». Per l'estate 2010 i genovesi, restii ai cambiamenti per antonomasia, hanno deciso di cambiare musica, abbandonando le «solite» mete di villeggiatura in favore di nuove destinazioni. Sia ben chiaro, lo zoccolo duro degli aficionados che decidono di trascorrere le proprie vacanze nella casa al mare in Riviera, sulle coste della Sardegna o tra le montagne della Valle d'Aosta, resiste sempre, ma va scemando. Anche tra i più giovani è cambiato il vento in poppa: abbandonati infatti i «pellegrinaggi» verso i Paesi dei Balocchi della costa romagnola e del litorale versiliano in favore di nuove destinazioni, italiane e non.
Secondo quanto emerso dai sondaggi condotti da Federalberghi, la novità più sostanziosa sulle vacanze de genovesi, è la tendenza, dopo anni di esterofilia, a riscoprire i luoghi del Belpaese. Fuori dai confini italici resistono giusto la Spagna (grazie soprattutto alla Costa Brava, meta prediletta dei giovanissimi), le isole greche (Mykonos e Santorini su tutte), le mete esotiche (con il Mar Rosso in pole position) e la Croazia (in continua ascesa). Tanti genovesi, però, hanno preferito optare per mete interne, allineandosi ai dati nazionali che parlano di un 70,3 percento di preferenze. Dall'analisi condotta da Federalberghi è emersa, quale meta più richiesta, la Puglia, grazie all'ampia offerta che il «Tacco dello stivale» è in grado di offrire a qualsiasi tipo di turista. I numerosi cittadini della Superba che hanno deciso di passare le vacanze nella terra dei Trulli, si sono sostanzialmente spartiti in due aree della regione. Da una parte il promontorio del Gargano, meta prediletta dalle famiglie e dai turisti di mezza età per le splendide spiagge, la tranquillità imperante e il basso costo della vita, aspetto più che mai ricercato in tempo di crisi. Dall'altra parte, invece, il Salento, nuova frontiera del divertimento tra i giovani con numerose discoteche, locali sulla spiaggia, concerti di grido, sagre e quella combinazione magica che gli abitanti della zona riassumono con «lu sule, lu mare, lu jentu» (il sole, il mare, il vento).