La gente chiede unità al centrodestra An sbaglia a sparare sugli ex amici

«La Destra» prende il largo e lo fa stasera con Francesco Storace in un grande convegno a Padova intitolato al Nord Est. Merito anche di un'imprenditrice coraggiosa, Lilli Carraro, che ha a cuore i problemi della sua terra e ha deciso di trovare insieme a noi risposte nuove alle domande della sua gente. L'appuntamento è importante. In questa parte del Paese si concentrano oggi in misura evidente molte delle emergenze nazionali. Il deficit di legalità e sicurezza, le questioni dell'immigrazione, la pressione del fisco, la carenza delle infrastrutture, i disagi dei giovani, le sofferenze irrisolte della piccola e media industria e dell'artigianato.
Il Nord Est è un banco di prova obbligato per chi, come «La Destra», vuole portare nella politica una visione dell'Italia che muove dalle esigenze dei cittadini, non fa calcoli di rappresentanza e di potere, non cerca mediazioni al ribasso, si preoccupa solo di mettere sul piatto della bilancia il peso dei suoi programmi e delle sue idee. Così come ha fatto a Milano un'altra donna coraggiosa, Carla de Albertis, schierandosi con noi contro il ticket d'ingresso in città e rinunciando per questo a un assessorato di prestigio e un'altra ancora, il consigliere Barbara Ciabò.
Questa visione della politica dovrebbe essere un impegno che unisce tutte le forze di opposizione. Ma in quello che era una volta il centrodestra c'è a tutt'oggi chi preferisce un astioso isolamento piuttosto che ricercare le ragioni di quel percorso comune richiesto a gran voce da chi ci sostiene. E c'è anche chi preferisce continuare a esercitarsi sul tiro al bersaglio contro gli alleati e gli amici di un tempo, piuttosto che ritrovare il filo di tradizioni e battaglie che possano essere condivise. Che sia un suicidio politico prima ancora che un esercizio avvilente lo hanno capito in molti all'interno di uno dei partiti dell'ex Casa delle libertà ma, come sempre, se lo raccontano al bar: all'aperto scelgono diligentemente di indossare le divise d'ordinanza.
L'ultima trovata dei finiani a denominazione controllata è quella di punire chi esce da Alleanza nazionale per approdare ne «La Destra» appiccicandogli sul petto una targhetta d'indegnità morale. E invocando la revoca del mandato elettorale, se c'è, nonché l'immediato abbandono degli incarichi eventualmente ricoperti. Robespierre in pubblico e Fouché in via della Scrofa: troppe parti in commedia per darla a bere a qualcuno. Tra An e «La Destra» volano gli stracci, titolava in queste ore un quotidiano. Mi permetto una precisazione: non gli stracci, ma le teste. Quelle vuote, però.
*Portavoce nazionale «La Destra»