La «Gente d’Italia» dice addio a Burlando

(...) di famiglia: le «pagine gialle» della Diocesi che si chiudono con l’ultima copertina «griffata» dalla Regione Liguria. Una inserzione pubblicitaria che riepiloga le gesta della giunta di centrosinistra dal 2005 ad oggi a favore del mondo cattolico spiegando con quale sensibilità il governatore si è mosso a favore di oratori e istituti religiosi. Sono gli stessi uomini, gli stessi gruppi politici che, tra il 2000 ed il 2005, si erano opposti alle leggi sugli oratori e a favore delle scuole paritarie promosse dall’amministrazione Biasotti: oggi confermano la propria sensibilità verso il potere temporale della chiesa, trascurando il lato spirituale visto che propongono leggi spesso in contrasto con i valori cristiani.
Gente d’Italia con Biasotti
Lo stesso Governatore, qualche giorno fa, aveva fatto sapere di essere pronto ad indicare il nome di un candidato per la sua lista civica stufo del centrodestra. «Non farò come Musso, vi dirò chi è», disse il presidente. Sono passati diversi giorni dall’annuncio e tutto tace.
Intanto, a muoversi con nomi, candidati, simbolo e programmi è un gruppo di ex sostenitori del centrosinistra. «Gente d’Italia», creata un anno fa come associazione politica, si trasforma in partito e si lancia alle regionali come movimento di centro, di ispirazione cattolica, sostenendo Sandro Biasotti. «Un accordo non ancora siglato, ma molto vicino» raccontano gli organizzatori.
Veri ispiratori di un’operazione che appare di prestigio sono Elio Ugolini, ex consigliere provinciale a Genova con la Margherita, ed Enzo Assereto, dipietrista della prima ora e candidato in passato per Italia dei Valori. «L’attuale giunta ha riempito i liguri di promesse senza mantenerne una - spiega Ugolini -. Biasotti ha dimostrato con il suo programma di avere interessi per obiettivi comuni». Programmi a confronto, l’intesa è a 360 gradi. Dai valori alle infrastrutture come spiega Paolo Gesmundo, portavoce del movimento e tra i 18 candidati nella provincia di Genova: «Puntare sul Terzo Valico significa formare una solida struttura economica per Genova - racconta Gesmundo -: si creerebbe un livello occupazionale minimo sotto il quale, anche in momenti di crisi, non si scenderebbe. Attualmente siamo eccessivamente esposti ai cicli economici che spesso ci penalizzano».
Non solo Terzo valico. Nel programma anche la cooperazione tra porti liguri, il project financing come strumento per lo sviluppo di strutture pubbliche, l’introduzione della banda larga in tutte le amministrazioni locali. Le liste sono già complete e formate da medici, professionisti, imprenditori. I capolista nelle quattro province saranno il segretario del partito Elio Ugolini per Genova, il primario di chirurgia plastica all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure Mariano Bormioli per Savona, la presidente della Confesercenti della Spezia Luisa Castropignano per la provincia spezzina e il presidente dell’associazione autotrasportatori della Liguria Antonio Marzo per Imperia.
L’Udc continua a trattare
Ieri il consiglio regionale ha approvato il bilancio 2010 con 23 voti favorevoli, 13 contrari e 2 astenuti. Ad opporsi al piano finanziario sono stati Popolo della Libertà e Lega Nord, astensione dall’Udc che vuole ancora mantenere una posizione equidistante dai due schieramenti: «Se avessimo votato contro ci avrebbero detto che siamo con Biasotti, ma questo non è vero - precisa Rosario Monteleone -. Stiamo lavorando per fare una scelta e presto ci arriveremo». Il commissario regionale del partito di Casini racconta che entro l’Epifania sarà presentato il programma per la Liguria e nei giorni successivi verranno sciolte le riserve: «Rimane in piedi l’ipotesi di andare da soli se non trovassimo le condizioni con nessuno. Oggi esiste un pressing da parte di Burlando, mentre dal centrodestra l’interessamento c’è, ma esiste anche tanta supponenza sull’importanza di un’alleanza con l’Udc», chiude Monteleone. La risposta arriva da Michele Scandroglio, coordinatore regionale Pdl che vede di buon grado il voto di Monteleone e Patrone in consiglio regionale e commenta: «Un percorso coerente con l’astensione porta a conseguenti convergenze».
Susy va da sola
Sempre al centro ecco il quarto candidato ufficiale alla guida della Regione Liguria: Susy De Martini, prima dei non eletti al Parlamento europeo nel giugno scorso sotto l’insegna del Pdl. Dopo aver cercato una candidatura anche a sinistra con l’Italia dei Valori, spunta alla guida di un’alleanza con la lista civica Forza Liguria e il movimento Alleanza di Centro, partito sconosciuto in Liguria e che ha come rappresentante nazionale Francesco Pionati, ex giornalista del Tg1 che da qualche anno ha scelto la carriera politica. È uscito dall’Udc nel novembre 2008 deciso a sostenere il governo Berlusconi e il suo minimovimento, però, non segue il Pdl e va da solo.