La gente invoca la linea dura: la polizia deve avere più poteri

Il ministro degli Esteri Straw esclude l’adozione di misure più severe

Marta Ottaviani

Lotta tenace al terrorismo, ma senza imporre uno Stato di polizia. È questa la posizione del governo inglese, esposta ieri a Bruxelles dal ministro degli Esteri Jack Straw. Il responsabile della diplomazia, che rappresentava Tony Blair, ha tenuto un discorso davanti alla Commissione affari esteri del Parlamento europeo, nel quale ha illustrato le priorità durante il semestre di presidenza britannica.
«Tutti vogliamo combattere il terrorismo - ha detto Straw -, ma in modo da mantenere il consenso del pubblico. Non suggeriremo mai di instaurare uno Stato di polizia. È ciò che i terroristi vorrebbero e sarebbe un fallimento dei nostri valori». Straw ha definito il terrorismo «una malattia che colpisce tutti», elencando i Paesi che sono stati coinvolti nelle azioni dei fondamentalisti.
Ma in Gran Bretagna qualcuno potrebbe non essere d’accordo. Secondo un sondaggio del Times di ieri il 90 per cento dei cittadini chiede che vengano dati maggiori poteri alla polizia per un approccio più duro verso i presunti terroristi. La ricerca è stata effettuata su un campione di 1000 adulti, intervistati l’8 luglio, il giorno dopo gli attentati di Londra. L’opinione pubblica inglese chiede che le forze dell’ordine possano arrestare persone sospettate di preparare attentati, oltre al rafforzamento delle misure di controllo sugli immigrati e alla perquisizione dei bagagli dei viaggiatori. Il 61 per cento si è detto favorevole all’introduzione della carta di identità.
Dati di cui il governo Blair dovrà tenere conto. Intanto, nel suo discorso di ieri a Bruxelles, Straw ha ribadito il «no» inglese alla creazione di nuove strutture europee per la lotta al terrorismo e la necessità di una maggior cooperazione fra le polizie e leggi più dure a livello internazionale. «Non ci si può illudere - ha spiegato - che vi sia un toccasana contro la piaga del terrorismo».
Il punto su cui il ministro ha concentrato la sua attenzione è la proposta (già avanzata dopo la strage di Madrid) di poter accedere ai dati dei cellulari e delle comunicazioni internet. Progetto che in passato ha incontrato resistenza da parte del Parlamento Europeo, preoccupato per la tutela della privacy dei cittadini. Straw, oltre ad aver garantito che questa misura non rappresenta una minaccia per le libertà fondamentali, ha anche respinto l’obiezione che questa procedura avrebbe costi probitivi per le compegnie telefoniche e internet. «Se il motivo sono i soldi - ha detto - allora non riguarda le libertà civili. E se di soldi si tratta non mi sembra che le compagnie di telefoni cellulari e di provider internet siano fra le imprese più impoverite del mondo».
Presa di posizione netta, come quella sulla missione inglese in Irak. «Non intendiamo ritirare le truppe - chiosa Straw - fino a quando il governo di Bagdad non ce lo chiederà». E a chi gli ha chiesto cosa ne pensa di un ipotetico ritiro delle truppe italiane, il ministro ha risposto: «È una decisione sovrana del governo italiano. Siamo grati al primo ministro Berlusconi e al popolo italiano per il contributo e l’appoggio fornito con le truppe in Irak».