«Gente della Liguria», debutto con la benedizione di Burlando

Fra i presenti all’assemblea molti volti noti della politica e dell’economia locale

Il segnale forte lo ha dato il presidente della Regione Claudio Burlando, quando si è seduto al tavolo dei relatori, accanto al «suo» assessore Giovanni Battista Pittaluga. Il quale, però, in quella sala dell’Hotel Bristol stava tenendo a battesimo l’assemblea di «Gente della Liguria», precisando subito: «Non siamo un partito nuovo, ma un movimento regionale e trasversale che punta a riguadagnare alla politica chi non ha più fiducia nei partiti». Tanto basta e avanza per guadagnarsi la fiducia e l’attenzione - ma in certi casi, anche la preoccupazione - di numerosi esponenti della vita pubblica (guai a chiamarla società civile), dell’imprenditoria, delle professioni e dei partiti tradizionali. L’adesione a «Gente della Liguria», del resto, non pregiudica l'appartenenza ai partiti: «Lasciamo la possibilità di condividere il nostro progetto, mantenendo la tessera che si ha già in tasca» precisa il segretario Emanuele Porcile, mentre il presidente designato Luigi Patrone - in attesa del primo congresso, Pittaluga non si è riservato nessuna carica ufficiale - sottolinea che prende il via da adesso al campagna di adesione. L’atmosfera dell’esordio è festosa, e caratterizzata da presenza trasversali: in ordine sparso, il commissario metropolitano di Forza Italia Roberto Cassinelli ai principali esponenti della coalizione di centrosinistra, Rosario Monteleone (segretario della Margherita), Giuliano Pennisi (socialisti), Vittorio Traverso (Udeur), Mario Tullo (Ds). Ma molto più variegato è il parterre che si avvicenda nel corso della mattinata: l’ex senatore democristiano Carlo Pastorino, da sempre grande estimatore e amico di Pittaluga, l’imprenditore Marco Desiderato, sempre prodigo di consigli all’attuale assessore regionale, il gagliardo ultraottantenne Edmondo Ferrero e Giancarlo Mori, entrambi ex presidenti della Regione attualmente in panchina, il consigliere comunale Massimo Franco (ex Liguria nuova di Sergio Castellaneta), Vincenzo Matteucci del Mil, la giornalista televisiva Franca Brignola. E ancora: l’avvocato Luca Lanzalone, l’ex sindaco socialdemocratico Romano Merlo, l’ex assessore comunista, passato poi attraverso un’esperienza in Lega nord, Franco Monteverde.
Tutti quanti si alternano al microfono, ci tengono particolarmente chi a «portare il saluto», chi «il conforto», chi «l’adesione», chi «la partecipazione», in nome della simpatia nei confronti di Pittaluga e dell’antipatia nei confronti del «sistema». E lui, l’ideologo dell’operazione, Pittaluga, non li delude: «Vogliamo riguadagnare alla politica quella parte di società che non crede più nei partiti - dichiara -. Sarà un movimento di centro con un riferimento particolare al Nord, basato su valori tradizionali come il merito e la responsabilità individuale. Cercheremo innanzitutto di connettere le diverse liste civiche presenti sul territorio». E per quanto riguarda la «solita» domanda maliziosa sulla sua vendetta politica contro il centrodestra, risponde senza alterarsi, quasi con distacco. Al plurale maiestatis: «Non vogliamo portare il centrodestra nel centrosinistra e neppure sfidare i partiti. Gente della Liguria non è competitiva, ma complementare ai partiti esistenti». Un pensiero particolare va all’Udeur: «Certi valori sono condivisi». Uno dei temi cari al movimento è quello della lotta all'assistenzialismo: «Diciamo sì alla solidarietà nella responsabilità. Penso, ad esempio, che sul mercato del lavoro servano alternative alla cassa integrazione per stimolare l'individuo a lavorare e non indurlo alla pigrizia». La sfida più vicina, comunque, saranno le elezioni provinciali a Imperia, quindi le elezioni nei comuni liguri. Nel programma c'è spazio per «un progetto di legge sui piccoli comuni e le comunità montane con incentivi finanziari ai consorzi». Inoltre il Nord «che è la parte più produttiva del Paese, la sua locomotiva, necessita di un occhio di riguardo, specie per le nuove infrastrutture». Per quanto riguarda l'organizzazione, interviene Porcile, «tra sei mesi verrà eletto un segretario regionale e quattro per le diverse province, più uno a Chiavari». Ma il più bel viatico arriva ancora da Burlando, che qualcuno vede come «guardiano» dell’operazione per non farsi sfuggire il controllo (e i voti) delle liste civiche. Interpretazioni ingloriose e interessate, naturalmente, che il presidente della Regione respinge senza indugio: «Gente di Liguria - commenta - è una lista capace di raccogliere consensi dove noi eravamo deboli, ha già raccolto un 4,4 per cento alle scorse regionali con risultati nell'Imperiese e in certe zone di Genova città». E quei voti, soprattutto, sono confluiti nel centrosinistra. Tutto sotto controllo, insomma, partiti e movimenti compresi.