«La gente pensa alla secessione se il Nord viene ignorato»

Mentre a Roma l’alleanza tra Pdl e Lega traballa e sulla Lombardia cominciano a spirare i venti della secessione col parlamento padano che riapre, il governatore Roberto Formigoni e il suo vice Andrea Gibelli convocano una conferenza stampa per assicurare che «l’alleanza al governo della Regione è forte e autosufficiente, nessun bisogno di allargamenti». Messaggio chiaro per chi già pensa e dice, come il presidente della provincia Guido Podestà, di alleanze con l’Udc o frammenti di Terzo polo. «Anche in questo caso - spiega Formigoni - teniamo fede al mandato dei nostri elettori». Per Gibelli «proprio perché la situazione politica nazionale è cambiata, il rapporto tra Lega e Pdl al Nord rischia di rafforzarsi». Magari nel segno del federalismo fiscale, «il programma comune che tutti insieme abbiamo firmato nel 2008». Con Formigoni che ricorda come «le regioni del Nord siano da troppo tempo ignorate nella loro virtuosità e anzi penalizzate». E «se questa diseguaglianza prosegue, è chiaro che parte dell’opinione pubblica accarezzi l’idea secessionista». Proprio per evitarlo è necessario che «la diseguaglianza cessi» e per questo «abbiamo sposato la linea federalista che è alla base del nostro patto elettorale con la Lega». Ragion per cui al nascente governo di Mario Monti, Formigoni assicura «leale collaborazione», ma Gibelli gli intima di «togliersi dalla testa di attingere dalle tasche del Nord, altrimenti sarà il Nord stesso a prendere altre strade». Nessun dubbio sulla fedeltà alla coalizione anche per Renzo Bossi: «Noi siamo coerenti con le scelte, i programmi e i compiti che abbiamo preso di fronte ai cittadini. E anche nei Comuni dove siamo in alleanza, si va avanti con il programma e il lavoro votato dagli elettori». In Regione? «Altri tre anni di duro lavoro».