Il «gentile» Pisapia insulta l’opposizione: «Fa solo buffonate»

La «forza gentile» di Giuliano Pisapia a 5 mesi dalla vittoria sembra uno slogan d’altri tempi. Forse a fargli perdere le staffe ieri mattina è stata l’accoglienza fredda in via Corridoni, che ospitava la prima della «2 giorni x Milano». In sintesi, è il «corso di formazione» per diventare Pisapia boys, organizzata dai ComitatixMilano coordinati dal fedelissimo Paolo Limonta. Alle 9.45 quando arriva il sindaco, scorrono sul maxischermo le immagini della festa in piazza Duomo il 30 maggio. Dal palco incitava il popolo arancione, «non lasciatemi solo, insieme saremo fortissimi». Ma in poco tempo forse quella società civile ha (già) perso un po’ di entusiasmo, certo non si è precipitato di sabato mattina presto ad applaudire il capopopolo: in sala ci sono meno di cento persone. «Sono sicuro che si riempirà di più nel corso della giornata» abbozza Pisapia. Che si trattiene un quarto d’ora per ribadire quell’appello («non lasciatemi solo») ammettere che «ci sono stati momenti di delusione lo so ma abbiamo dovuto prendere subito decisioni impopolari come l’aumento dei mezzi pubblici». E lo «angoscia» non mantenere una promessa elettorale: «Arrivare a 500 punti wi-fi entro il 15 novembre». E dimenticando quella forza gentile colpisce basso il centrodestra a Palazzo Marino: «L’opposizione? Non esiste dal punto di vista politico, può dimostrare la sua esistenza con alcune buffonate ma non ha una proposta politica».
Non si fa attendere la reazione di Pdl e Lega. «Pisapia e la sua giunta sono così allo sbando per i dissidi interni che possono solo insultare - replica il capogruppo del Carroccio Matteo Salvini - dal recupero della Darsena al trasferimento del carcere di San Vittore, le nostre proposte ci sono state eccome ma la maggioranza è allo sbando (...)