Geometri, come dare una mano al Comune

All’architetto Pier Paolo Tomiolo abbiamo posto alcune domande su un tema particolarmente scottante e di grande attualità: quello della edilizia privata, settore nel quale l’architetto è esperto e per questo è entrato come responsabile di questo dipartimento Comunale. Inoltre anche il Collegio dei Geometri, che collabora in questa e in altre materie, con le istituzioni, segue con molta attenzione lo sviluppo delle varie situazioni di settore.

Quali sono le aree dell’edilizia privata più difficili? E perché?
«Sicuramente la parte che tratta i permessi di costruire, con le relative varianti in corso d’opera, e, soprattutto, le moltissime richieste di sanatoria per attività edilizie irregolari; le ragioni stanno nella maggior complessità delle pratiche, delle verifiche da effettuare e nella frammentarietà del processo istruttorio che veniva svolto all’interno del Comune».
In una sua recente intervista lei ha sostenuto che molte pratiche che arrivano ai vostri uffici sono «monche» di documenti o di precisazioni fondamentali. E questo porta all’ingorgo. È davvero la realtà o un «alibi», come pensano molti professionisti del settore?
«Posso sicuramente dire che sono pochi i professionisti in grado di preparare un progetto edilizio completo e, soprattutto, organizzato in modo da essere immediatamente comprensibile per lo svolgimento delle verifiche istruttorie dell’Ufficio; spesso mancano gli elementari di un progetto, come le quote o la corretta individuazione degli immobili in rapporto al Puc; si ha l’impressione che, nonostante l’ampio ricorso ai programmi informatici (Cad) la redazione dei progetti sia lasciata a persone prive di sufficiente formazione al riguardo di come deve essere elaborato e rappresentato un progetto edilizio adeguato alle normative di settore; al contrario mi è capitato di visionare progetti redatti da professionisti anziani, magari anche fatti a mano, che si può dire “parlavano da soli”».
Il Collegio genovese dei Geometri da sempre è coinvolto in questo settore: come pensa di collaborare con questi professionisti? E in quali settori particolari?
«Il Collegio dei Geometri, ma sicuramente anche gli altri Ordini professionali, possono svolgere un ruolo determinante per far sì che l’esame dei progetti possa essere rapido e pragmatico: mi riferisco ad esempio all’attività di valutazione circa la completezza dei progetti da presentare all’Ufficio: è possibile definire un protocollo comune per la verifica preventiva dei progetti da depositare all’Ufficio, per cui i professionisti potranno effettuare questa verifica presso il Collegio che rilascerà un bollino di riscontro e che permetterà di superare la fase della verifica di procedibilità della pratica accedendo direttamente alla fase istruttoria; ma possono essere studiate molte altre forme di collaborazione operativa che siano orientate al reciproco interesse».
Si conferma che un «parere» richiesto viene dato dopo un anno e mezzo - due anni: al di là di ogni difficoltà organizzativa, non le sembra che sia comunque un periodo spropositato?
«Da una recente indagine interna, commissionata dall’Amministrazione proprio per analizzare il sistema, è emerso che il tempo medio per il rilascio di un permesso di costruire si aggira sui 516 giorni, è troppo per qualsiasi procedimento, ma occorre anche considerare che, a prescindere dal modello organizzativo interno nel tempo c’è stata una inesorabile e progressiva riduzione del personale preposto a queste attività; solo adesso l’Amministrazione si è resa conto che esiste un problema serio da affrontare e mi pare che lo stia facendo in modo concreto».
Il Collegio dei Geometri, con i suoi professionisti, avendo già collaborato con le Istituzioni, sarebbero ben lieti di proseguire queste collaborazioni. Lei pensa potrebbe essere utile? Così come con altri «collegi» tecnici? Che ruolo potrebbero avere in questo riordino?
«Ho già detto che c’è la volontà di una stretta collaborazione con il Collegio dei Geometri e con le altre organizzazioni professionali disponibili; con i Geometri abbiamo già messo in atto forme di collaborazione operativa, come nel caso degli accertamenti tecnici necessari per i ricongiungimenti famigliari degli emigranti; l’accordo per la verifica della procedibilità dei progetti per i permessi di costruire sarà un ulteriore passo avanti di questa collaborazione».