George e Laura alla dura prova del cerimoniale

da Roma

Mentre lui colloquiava con il capo dello Stato, lei ammirava le bellezze del quirinale con la moglie di Giorgio Napolitano, Clio. Quando lui ha incontrato il presidente del consiglio, lei si è concessa una colazione a Villa Doria Pamphili con Flavia Prodi, Flavia Veltroni e le mogli degli ambasciatori Giorgia Spogli e Lilla Castellaneta.
Non hanno passato l’intera giornata assieme, i coniugi Bush. Ad accomunarli, la sfida al rigidissimo cerimoniale che per tutto il giorno li ha messi a dura prova. Non sono mancati quelli che in inglese si chiamano «mishap», piccole gaffes. A George W., in verità, è andata peggio che a Laura. Al Quirinale, per dire. È stato tutto perfetto fino al momento della foto di rito: Bush doveva mettersi in posa accanto al suo omologo, invece ha lasciato il posto d’onore a Laura, restando all’esterno sul lato destro. Sono stati i fotografi a richiamarlo al rispetto del protocollo. E in Vaticano. Quando Benedetto XVI, che il presidente incontrava per la prima volta, gli ha chiesto come fosse andato il suo incontro di giovedì con il presidente russo Vladimir Putin, lui ha risposto: «Ah sì, tra un momento magari glielo spiego». Ma quello che ha destato più stupore è stato quel «Sir» (signore) con cui il presidente si è più volte rivolto al Papa, anziché con il più appropriato «His Holiness» (Sua Santità). Anche la First lady è stata protagonista di un paio di episodi divertenti. Durante la visita al Colle, per esempio, nella Sala del Torrino, da dove si gode una vista a 360 gradi su Roma, ammirando il panorama ha esclamato: «Che meraviglia!», per poi chiedere: «Ma dove sono i sette colli?».
Non sono stati solo i coniugi Bush, comunque, a tradire in qualche punto il cerimoniale. Quando Laura ha fatto visita all’American Academy, elegantissima in completo nero, s’è trovata di fronte Manfredi Beninati, artista e scultore palermitano, in pantaloncini: «Mia madre mi raccomandato di mettermi la camicia e io l’ho accontentata - s’è giustificato lui -, ma i pantaloni lunghi proprio no, faceva troppo caldo».