Georgia, Berlusconi media fra Russia e Usa

Il premier chiama il presidente russo Medvedev affrontando la
crisi georgiana in agenda al consiglio straordinario dell'Unione
europea di domani a Bruxelles. Nel giro di contatti anche un
colloquio con il presidente degli Stati Uniti. Putin: la verità è dalla nostra parte<br />

Roma - Colloquio telefonico oggi tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente russo Dmjtri Medvedev che hanno affrontato la crisi russo-gerogiana alla vigilia del consiglio straordinario dell'Unione europea di domani a Bruxelles. Il colloquio tra Berlusconi e Medvedev è stato confermato anche dai portavoce del Cremlino, citati dall'agenzia Itar-Tass. Medvedev, hanno aggiunto i portavoce, ha dettagliatamente illustrato al presidente del Consiglio la posizione russa sulla situazione in Abkhazia e Ossezia del sud. Le due parti hanno anche discusso degli sviluppi post-crisi delle relazioni.

Il premier chiama Bush Il presidente del Consiglio ha proseguito il giro di contatti internazionali sulla crisi in Georgia, in particolare, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, il premier ha avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti George W. Bush.
La Casa Bianca ha confermato oggi che il presidente americano George W. Bush ha avuto una conversazione telefonica col presidente del consiglio Berlusconi per discutere la situazione in Georgia. La telefonata rientra "nel giro di consultazioni che il presidente Bush sta effettuando con i leader europei" per esaminare la situazione in Georgia. "Durante la conversazione si è parlato della importanza di sostenere la integrità territoriale della Georgia e della necessità che la Russia rispetti tutte le condizioni dell'accordo di cessate il fuoco e ritiri le sue truppe dalla Georgia come previsto da tale accordo", ha affermato il portavoce Gordon Johndroe

Putin: la verità è dalla nostra parte La verità sulla situazione attorno all'Ossezia del sud è dalla parte russa, ha detto oggi in una intervista al canale Vest il primo ministro russo Vladimir Putin. Commentando le tensioni internazionali legate agli sviluppi del conflitto, Putin ha sottolineato che "la passione vola alta", ma "non vediamo nessun passo pratico che mostri e testimoni un clima di gelo". "Spero che ciò non avverrà - ha proseguito il premier - perché comunque sia e qualunque cosa si dica, la verità e dalla nostra parte". "Agiamo in accordo con alti principi morali e in base alle leggi internazionali vigenti", ha proseguito Putin. "Però, se qualcuno dei paesi europei vuole servire gli interessi in politica estera di qualcuno, non possiamo opporci. Credo comunque - ha concluso - che come si dice in questi casi, 'la maglietta e' vicina, ma la pelle lo è ancora di piu". E credo che molti nostri partner europei saranno giodati da questa schietta, ma molto figurativa espressione".

Aiuti militari russi a Ossezia e Abkhazia Il presidente russo Dmitri Medvedev ha detto che la Russia fornirà appoggio militare all'Ossezia del sud e all'Abkhazia, le due regioni secessioniste della Georgia delle quali Mosca ha riconosciuto l'indipendenza. "Naturalmente, noi li aiuteremo", ha detto Medvedev in un'intervista con i tre principali canali televisivi russi. Il capo del Cremlino ha aggiunto che sono in via di definizione accordi con Ossezia del sud e Abkhazia. "In questi accordi internazionali verranno specificati tutti i nostri impegni per la fornitura di aiuto: economico, sociale, umanitario, militare", ha detto Medvedev. 

"Dalla Russia missili all'Iran" La Russia minaccia di cedere all'Iran un sofisticato sistema di difesa aerea se gli Stati Uniti insistono per la cooptazione di Georgia e Ucraina nella Nato. Secondo il domenicale britannico 'Sunday Telegraph' l'intelligence americana è convinta che il Cremlino ricorrerà di sicuro a questo "ricatto" pur di impedire l'ingresso delle due repubbliche ex-sovietiche nell'alleanza militare occidentale. Il sistema di difesa area in questione, chiamato S-300 dagli esperti, è in grado di monitorare fino a cento oggetti volanti alla volta e permette di sparare ad aerei fino ad una distanza di oltre cento chilometri. A detta del 'Sunday Telegraph' un sistema simile permetterebbe all'Iran di far fronte con successo ad un eventuale attacco aereo americano o israeliano che abbia per obiettivo la distruzione dei controversi impianti atomici in possesso del regime di Teheran. "Il sistema S-300 spaventa tutte le forze aeree occidentali", ha detto al domenicale Dan Goure, consulente del Pentagono. Per George Friedman, direttore di Strafor, un'agenzia privata americana specializzata in intelligence, il messaggio ultimamente lanciato agli Stati Uniti dalla Russia di Medvedev e Putin è chiaro: se l'Occidente non la smetterà di "interferire nella sfera di influenza" russa il Cremlino darà manforte alle ambizioni nucleari coltivate dal regime al potere a Teheran e cederà all'Iran il sistema S-300 tenendo fede ad una generica promessa già fatta. Secondo il 'Sunday Telegraph' l'eventuale installazione del nuovo sistema di difesa aerea 'made in Russia' richiederà circa un anno e gli israeliani potrebbero essere spinti a giocare d'anticipo e a bombardare già nei prossimi mesi gli impianti atomici iraniani se arriveranno alla conclusione che nel quadro dei crescenti attriti con l'Occidente il Cremlino è davvero deciso a giocare fino in fondo questa carta.