Georgia, in campo gli osservatori Ue «osservati» dai russi

da Tbilisi

È iniziato il dispiegamento della missione Ue in Georgia. Quattro veicoli corazzati, ognuno con le insegne dell’Unione europea e due osservatori a bordo, hanno lasciato la base di Bazaleti, alle porte di Tbilisi, per prendere posizione.
Gli osservatori europei potranno vigilare sulle zone cuscinetto create al confine con l’Ossezia del sud e l’Abkhazia, incluse le città georgiane di Poti e Zugdidi. A precisarlo è stato ieri sera un portavoce della Difesa di Mosca, affermando che alla missione «non sarà posto alcun limite o imposto alcun bando in quelle aree». In giornata le forze russe in Sud Ossezia avevano fatto sapere che la missione si sarebbe dovuta concentrare a sud dell’area di sicurezza. «Questa decisione», avevano spiegato fonti del ministero della Difesa russo, «non significa che agli osservatori sarà impedito di monitorare le zone cuscinetto, ma, in questo momento, non sono ancora stati concordati alcuni dettagli sul monitoraggio, e quindi i tempi saranno definiti più avanti». Poi in serata la precisazione.
In base all’accordo di cessate il fuoco raggiunto alla fine del mese scorso grazie alla mediazione della Francia, i 352 osservatori inviati da 22 Paesi Ue - tra cui 40 italiani - prenderanno il posto dei peacekeepers russi il cui ritiro è stato confermato ieri dal presidente russo Medvedev per il 10 ottobre. Malgrado i freni posti da Mosca, l’alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Javier Solana, si è detto «ottimista» e fiducioso che tutte le parti rispettino l’intesa firmata.