La Georgia chiede l’intervento dell’Onu

Mosca. Tbilisi ha chiesto ieri all’Onu la convocazione straordinaria del Consiglio di sicurezza. Le tensioni fra Russia e Georgia sono aumentate negli ultimi giorni per il missile inesploso caduto lunedì nei pressi di Tsitelubani, in Georgia, al confine con la Repubblica separatista filorussa dell’Ossezia del Sud. Sembra che il missile, del tipo tattico antiradar Raduga kh-58, sia stato «espulso» dal Sukhoi 24 russo, e non lanciato. La Georgia ha reso noto che le sue forze armate non dispongono di quel tipo di missile, né di Sukhoi 24. Secondo una fonte governativa georgiana, separatisti osseti hanno sparato un razzo contro il bombardiere, che stava sorvolando l’Ossezia del Sud. A questo punto, riferisce la stessa fonte, «il pilota si è liberato del missile che aveva a bordo: non lo ha sparato, ma espulso. Ecco perché l’arma non è esplosa». Sul luogo dell’incidente sono al lavoro esperti georgiani, russi e osservatori dell’Osce per chiarire il mistero. E mentre Mosca e Tbilisi continuano ad accusarsi, l’Ue invita i due Stati alla cooperazione.