Georgia, il Cremlino: "No a osservatori Ue in Ossezia e Abkhazia"

Il ministro degli esteri russo smentisce Sarkozy: "Gli osservatori saranno dislocati attorno ai territori di queste
repubbliche". Solana: "Rapporti difficili e tesi"

Mosca - Gli osservatori dell’Unione europea "non saranno dislocati nei territori dell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia, ma solo attorno ai territori di queste repubbliche". Il ministro degli esteri russo, Serghei Lavrov, ha detto all’agenzia Itar-Tass che "il mandato degli osservatori Onu e Osce in Abkhazia e Ossezia del sud deve essere concordato con i dirigenti delle due repubbliche e adattato alle nuove condizioni".

Il nodo sugli osservatori Il quotidiano Kommersant scrive, oggi, che il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha firmato nella notte fra lunedì e martedì un’aggiunta al piano concordato con il leader del Cremlino Dmitri Medvedev e l’Unione europea. Nell’aggiunta, riferisce il quotidiano, il leader di Tbilisi ha fatto firmare agli europei un documento - da lui mostrato ai fotografi - nel quale si legge che l’Ue è pronta a piazzare gli osservatori su tutto il territorio georgiano. Cosa che Saakashvili intende come un avallo all’ingresso degli emissari Ue in Abkhazia e Ossezia del sud.

Solana: "Rapporti difficili e tesi" Secondo il rappresentante Ue per la politica estera Javier Solana, i negoziati lunedì a Mosca tra i presidenti di Russia e Francia, Dmitri Medvedev e Nicolas Sarkozy, sull’applicazione del piano di pace in sei punti sulla Georgia sono stati "molto difficili" e caratterizzati da "momenti di tensione", particolarmente sulla questione del ritiro delle truppe russe dal territorio georgiano, ad esclusione dell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia. "Sono stati negoziati molto difficili, non si poteva sperare altrimenti - ha detto Solana durante un’audizione alla commissione Esteri del Parlamento europeo di Bruxelles - in alcuni momenti molto difficili, ci sono stati momenti di tensione ma fortunatamente poi è scesa e abbiamo potuto continuare a lavorare". Solana ha definito le discussioni con Medvedev - durate oltre 4 ore - "dure, non facili ma alla fine costruttive".

Il ritiro dei russi Il rappresentante Ue ha affermato che il ritiro dei russi della Georgia è stato "uno dei punti più difficili della giornata". Secondo alcune indiscrezioni trapelate da fonti francesi dopo il colloquio, i negoziatori russi puntavano a eliminare dal testo dell’accordo con l’Ue il passo in cui si afferma che le truppe devono ritirarsi sulle posizioni precedenti all’inizio delle ostilità. A quel punto secondo le fonti Sarkozy "si è alzato, dicendo: ce ne andiamo, questo non è negoziabile. Non possiamo accettare l’invasione di un paese indipendente". L’impasse sarebbe stato superato con il ritorno di Medvedev, temporaneamente assente dalla sala dei colloqui.