Georgia, l'Ue a Mosca: "Sospesi i negoziati"

Vertice straordinario a Bruxelles: per il consiglio europeo al
soluzione alla crisi georgiana deve passare attraverso il
rispetto dell’integrità territoriale. La Russia: "Occidente immorale"

Bruxelles - Una missione per verificare l’attuazione da parte della Russia del piano di pace messo a punto da Nicolas Sarkozy. È questa la linea dell’Unione Europea sulla crisi del Caucaso riunita oggi a Bruxelles. "Una eventuale decisione in questo senso sarà presa nel consiglio del 15 settembre", si legge nella bozza finale.

La linea di Bruxelles L’Unione Europea che chiede alla Russia di non isolarsi, è comunque pronta a collaborare affinchè si arrivi alla soluzione della crisi e per questo pensa di inviare circa 200 uomini in qualità di osservatori. Nella bozza si spiega inoltre che l’Ue pensa ad un rafforzamento delle relazione con la Georgia. Non si parla assolutamente di sanzioni o di misure di ritorsione contro la Russia, al contrario, "vista l’interdipendenza tra l’Ue e la Russia e i problemi globali ai quali sono confrontate, non c’è alternativa auspicabile a una relazione forte, fondata sulla cooperazione, la fiducia e il dialogo, sul rispetto dello stato di diritto e dei principi riconosciuti dall’Onu e dall’Osce". Le sanzioni erano state escluse dalla Francia questa mattina e anche dalla Germania e dall’Italia.

La posizione dell'Italia A poche ore dall’inizio del vertice Ue a Bruxelles sulla crisi in Georgia, a chiedere di evitare lo scontro con la Russia era stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi «perchè bisogna impedire che Mosca guardi a oriente anzichè a occidente». Per il premier "bisogna evitare che la crisi nel Caucaso diventi una miccia che possa portare al ritorno della Guerra Fredda, ma sia contenuta e superata presto come un doloroso e spiacevole incidente di percorso nei rapporti" tra Russia e occidente. Berlusconi annuncia che "l’Italia farà pressione" affinché si "tenda a rafforzare il dialogo per il sub-partenariato tra la Federazione russa e la Ue".

Il pugno duro dell'Inghilterra Intanto il premier inglese, Gordon Brown, aveva fatto sapere che la Gran Bretagna intende chiedere formalmente al vertice straordinario sulla crisi in Caucaso la sospensione delle trattative per il partenariato con la Russia come ritorsione per l’intervento militare in Georgia. Londra, che insieme alla Polonia e alle tre ex repubbliche baltiche guida l’ala più intransigente dei Ventisette, punta a cancellare la prossima tornata di colloqui Bruxelles-Mosca in programma per il 15 e il 16 settembre. Al conflitto in Georgia sarà comunque dedicato un ampio e approfondito dibattito alla prossima sessione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (a Strasburgo dal 29 settembre al 3 ottobre). Ad annunciarlo i leader dei gruppi politici riuniti a Bruxelles che lo hanno deciso all’unanimità.

L'attacco di Lavrov I paesi dell’Occidente si sono comportati in maniera "immorale" rispetto agli sviluppi in Ossezia meridionale. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha invitato l’Ue a tenere conto dei suoi "interessi vitali" nel prendere decisioni oggi al vertice. "La risposta di certi paesi occidentali alla crisi in Ossezia del sud illustra in maniera straordinaria un deficit di moralità che sconfina in un’esposizione indecente di una vena geopolitica e ideologica, che è al difuori del contesto dei fattu attuali", ha sostenuto il ministro russo sperando che la scelta venga fatta "partendo dagli interessi vitali dell’Europa".

Tbilisi in piazza contro la Russia In piazza a Tbilisi sono scesi in migliaia contro "l’aggressione della Russia" e il suo intervento militare nelle repubbliche secessioniste georgiane, Abkhazia e Ossezia del sud, chiedendo all’Unione europea di "fermare Mosca". Si tratta di una delle più grandi manifestazioni popolari mai viste in Georgia. I manifestanti che formano una specie di catena umana lungo la principale arteria cittadina, la via Roustaveli, brandiscono cartelli con su scritto "fermate la Russia", urlando "Georgia, Georgia". Al fianco delle centinaia di bandiere georgiane, sventolano tra la folla bandiere della Nato, dell’Ue, della Francia e della Romania. Tbilisi spera che da Bruxelles dove è in corso il vertice straordinario dei 27, possa sortire una posizione netta e dura che spinga la Russia a rivedere la decisione di riconoscere l’indipendenza di Abkazia e Ossezia del sud.

Sarkozy: "Yalta è finita" "Yalta è finita e il ritorno alle sfere di influenza è inaccettabile». Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell’Ue, al termine del vertice. "Non è stata una riunione diretta contro la Russia - ha detto - ma il suo comportamento nelle ultime settimane ha portato preoccupazione non solo in Europa". L’Unione europea spera in una "vero partenariato con la Russia ma per questo occorre essere in due"., ha aggiunto Sarkozy dell’Unione sottolineando che "l’appuntamento fissato per metà settembre sarà molto importante" per le relazioni tra l’Ue e Russia. Poi ha ribadito la forte condanna nei confronti di Mosca per la reazione sproporzionata della Russia a quanto avvenuto in Georgia.