Georgia, missione Ue Sarkozy: la Russia si ritira entro un mese

Accordo per risolvere la crisi. Mosca accetta di rimuovere i posti di blocco al porto
georgiano di Poti entro una settimana. Il 15 ottobre conferenza internazionale a Ginevra

Mosca - La Russia si è impegnata a togliere "entro una settimana" i posti di blocco dal porto strategico di Poti e dalla città di Sinaki, ed a effettuare entro un mese "il ritiro completo delle forze militari dal territorio georgiano". Fatta eccezione "per l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia". In cambio, però, sulle due regioni verranno avviate "discussioni internazionali" il 15 ottobre a Ginevra, sotto l’egida dell’Unione europea. Sono questi i punti principali annunciati dal presidente dell’Ue della Francia, Nicolas Sarkozy, e dal suo collega russo Dmitri Medvedev, dopo un colloquio di oltre tre ore nei pressi della capitale russa.

Osservatori Ue È stata fissata la data di arrivo di "almeno 200»"osservatori Ue, che si aggiungeranno a quelli di Osce e Onu: saranno sul posto entro il 1° ottobre. "Ringrazio la parte russa per aver accettato di stabilire delle scadenze" ha dichiarato il capo dell’Eliseo, il quale si è presentato con una lettera in cui il presidente georgiano Mikhail Saakashvili si impegna al non uso della forza, soddisfando una delle richieste principali della Russia per effettuare il ritiro dalla Georgia. Sarkozy ha lasciato intendere che se dopo il chiarimento odierno sul piano di pace in sei punti - già siglato con Medvedev il 12 agosto scorso - il Cremlino manterrà fede agli impegni, "non c’è motivo per cui le riunioni tra Russia e Russia che sono state rinviate nel mese di settembre non riprendano da ottobre".

Clima rasserenato La conferenza stampa dei due presidenti rasserena quindi il clima dopo l’annuncio bellicoso del ministero degli Esteri russo, che si era dichiarato contrario all’arrivo di una missione Ue in Georgia perché "porterebbe a un’eccessiva frammentazione dello sforzo di monitoraggio internazionale, oggi condotto dalle Nazioni unite e dall’Osce". Un fulmine a ciel sereno arrivato proprio mentre Sarkozy atterrava a Mosca, e che contraddiceva le assicurazioni ricevute dal ministro degli Esteri Franco Frattini nel colloquio giovedì scorso con il collega russo Sergei Lavrov. Sarkozy ha spiegato che gli osservatori Osce e Onu, già presenti sul posto, dovrebbero arrivare "al di là dei limiti amministrativi di Abkhazia e Ossezia del sud", mentre è rimasto vago sul dispiegamento geografico della missione Ue, il cui mandato sarà definito domani a Bruxelles in una riunione tecnica degli ambasciatori dei Ventisette. Il capo dell’Eliseo ha lasciata aperta la possibilità di aumentare il numero degli effettivi oltre quota 200 dopo il 1 ottobre. "Vedremo con il Rappresentante per la politica estera Ue Javier Solana", ha detto. La missione verrà approvata formalmente il 15 settembre, al prossimo Consiglio Esteri dell’Ue.

Tensione su Ossezia del sud e Abkhazia I presidenti russo e francese, tuttavia, non hanno nascosto le loro divergenze sul riconoscimento dell’indipendenza di Ossezia del sud e Abkhazia da parte di Mosca. "L’Unione europea condanna questa decisione unilaterale", ha ribadito Sarkozy, mentre Medvedev l’ha definita "irreversibile". Dopo il colloquio il capo dell’Eliseo, accompagnato da Solana e dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, è ripartito alla volta di Tbilisi per illustrare i punti concordati con Medvedev al presidente georgiano Saakashvili.

Bush blocca l'accordo nucleare Il presidente George W. Bush ha bloccato l’approvazione di un accordo con la Russia sul nucleare civile come ritorsione per l’invasione della Georgia, ha annunciato oggi il Dipartimento di Stato.  L’accordo con la Russia, frutto di due anni di negoziati, era stato inviato in maggio dalla Casa Bianca al Congresso per la necessaria approvazione. L’accordo mirava a facilitare la cooperazione tra l’industria nucleare americana e russa, in campo civile, e doveva rimuovere ogni ostacolo alla importazione da parte di Mosca di migliaia di tonnellate di combustibile nucleare usato, un attività in grado di produrre un giro di affari di miliardi di dollari per la Russia. Una approvazione del documento da parte del Congresso Usa, dopo i recenti eventi in Georgia, era giudicata improbabile ma l’amministrazione Bush, per manifestare il suo disappunto per il comportamento della Russia nella vicenda georgiana, ha deciso in ogni caso di bloccare la procedura. "Il presidente Bush ha notificato al Congresso che ha oggi deciso di ritirare la sua precedente approvazione sull’accordo Usa-Russia per la cooperazione nucleare pacifica", ha affermato una dichiarazione del dipartimento di stato. "Abbiamo preso questa decisione con dispiacere", prosegue la dichiarazione. Nei giorni scorsi gli Stati Uniti avevano annunciato un pacchetto di aiuti finanziari alla Georgia per oltre un miliardo di dollari per favorire la ricostruzione del paese dopo i danni causati dalla invasione russa.