Georgia, è scontro tra Nato e Russia Il Pentagono: "Nessun segno di ritiro"

Scambio di prigionieri a Igueti: cinque russi in cambio di 15 militari georgiani. A Bruxelles vertice della Nato, Scheffer duro con Medvedev: "I rapporti cambieranno". La replica: "Alleanza non obiettiva". Il Pentagono: "Nessuna evidenza di ritiro da parte russa"

Tbilisi - Primo scambio di prigionieri tra Georgia e Russia. Lo ha reso noto l’emittente televisiva Rustavi-2. Da parte georgiana, sono stati consegnati cinque militari (due dei quali piloti, i cui aerei erano stati abbattuti mentre sorvolavano il territorio georgiano). La Russia ha invece restiuito 15 militari georgani di diverso rango. L’operazione è avvenuta sotto la supervisione della Croce Rossa e del segretario del consiglio di sicurezza nazionale della Georgia, Alexander Lomaya. Lo scambio doveva avvenire ieri, ma secondo Mosca, le richieste georgiane hanno complicato l’operazione. Lo scambio è avvenuto su una strada tra la capitale Tbilisi e la città di Gori, una delle tre ancora occupate dai russi. Fonti giornalisti presenti in loco hanno riferito che due georgiani, spuntati da un elicottero russo atterrato poco prima nella zona, erano feriti e sono stati trasportati in barella. Il processo di scambio, andato avanto per giorni piuttoto lentamente, è stato mediato dall’ambasciatore francese, ha riferito Lomaya.

Il ritiro Prosegue il balletto di dichiarazioni sul rtiro dei soldati. I russi hanno ribadito che il ritiro delle loro truppe è cominciato, mentre i georgiani continuano a dire di non vedere alcun segnale in questo senso. Il ritiro delle truppe dalla Georgia "è già cominciato" ha detto stamane alla radio francese France Inter Dmitri Rogozin, rappresentante permanente della Russia alla Nato. Rogozin ha aggiunto che peacekeeper russi resteranno tuttavia in Ossezia del sud. "Il ritiro delle forze russe è già cominciato, ovviamente bisogna attendere qualche giorno per vedere realizzato il piano di pace in sei punti" ha affermato Dmitri Rogozin poco prima dell’apertura a Bruxelles di una riunione straordinaria dei ministri degli esteri della Nato dedicata alla crisi georgiana. A Tbilisi un portavoce del ministero dell’interno georgiano ha tuttavia subito smentito il ritiro russo. "Non vi è alcun segno di ritiro, assolutamente nulla" ha detto il portavoce Shota Utiashvili alla France Presse.

Via da Gori Una colonna di blindati e carri armati russi ha iniziato oggi a ritirarsi dalla città georgiana di Gori, vicina all’Ossezia del Sud. Lo ha detto un giornalista della Reuters. "Vi ordino di avviarvi lungo la strada Gori-Tshkinvali-Vladikavkaz" ha intimato un alto ufficiale alle truppe, prima di salire sul suo mezzo corazzato, alle porte della città, dove i russi stazionavano da giorni. E quattro veicoli blindati russi e alcuni battaglioni di carri armati e camion hanno cominciato a marciare in direzione dell’Ossezia del Sud. Esultanti i soldati russi che salutavano dai veicoli in movimento.

Il vertice di Bruxelles Intanto Mosca e Tbilisi hanno dato il "via libera" al dispiegamento di altri 20 osservatori militari dell’Osce (l’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) in Georgia, in aggiunta ai nove che sono già sul terreno. Gli alleati della Nato, riuniti a Bruxelles, chiedono a Mosca di rispettare l’accordo di pace con la Georgia. "Al momento la Russia non sta rispettando il piano per il cessate il fuoco sottoscritto dal presidente Dmitry Medvedev" ha detto il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer al termine del vertice straordinario dei ministri degli Esteri dell’Alleanza atlantica. Poi ha ammonito Mosca: "Le relazioni cambieranno. Con la Russia non può più essere business as usual. Questo meeting straordinario lo dimostra". La Nato non ha recepito "alcun segnale di ritiro russo dalla Georgia" per il momento, ha aggiunto Scheffer. Il ritiro, annunciato dal presidente russo Dmitri Medvedev, è previsto in base all’accordo di pace in sei punti firmato il 12 agosto e sponsorizzato dall’Unione europea. Il segretario generale ha annunciato una speciale commissione Nato-Georgia. Quanto al Consiglio Nato-Russia, Scheffer ha annunciato che non verrà convocato fino a quando le truppe russe continueranno ad occupare territori in Georgia: la Nato - ha sottolineato - ha ribadito il proprio pieno sostegno all’integrità territoriale e sovranità della Georgia. L’Alleanza Atlantica - ha infine concluso - invierà 15 esperti in Georgia incaricati di aiutare le autorità a valutare i danni alle infrastrutture civili.

La replica russa La Russia giudica "non obbiettiva" e "prevenuta" la posizione espressa al vertice straordinario deli ministri degli Esteri della Nato sul ruolo di Mosca nel conflitto russo-georgiano. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Serghej Lavrov. La Nato, ha proseguito Lavrov, sta cercando di salvare un "regime criminale" al potere in Georgia, apprestandosi a aiutare il riamo di Tbilisi. Mosca, ha ribadito il capo della diplomazia russa, non intende annettersi alcun territorio georgiano, mentre l’incoraggiamento della Nato alla Georgia affinché entri nell’Alleanza è una poiszione "anti russa". Sempre Lavrov aggiunge che il ritiro delle forze russe è iniziato. "Sarà commisurato all’efficienza del rispetto da parte georgiana dei loro impegni e da come vengono creati i luoghi di dispiegamento dei cashi blu russi. Penso - ha detto il ministro - che ciò potrà concludersi fra tre-quattro giorni". Il tutto verrà fatto "nel rispetto dei sei principi concordati con l’Ue, il che prevede innanzitutto il ritorno delle forze georgiane nei luoghi di dislocazione permanente, cioè nelle caserme. Questo non è ancora avvenuto".

Il Pentagono Gli Stati Uniti non hanno ancora registrato alcun segnale significativo del ritiro delle truppe russe dalla Georgia. Lo ha denunciato il portavoce del Pentagono, Bryan Whitman. "Non vediamo granchè di cambiamento nelle forze presenti sul campo" ha detto il portavoce, citando le ultime informazioni d'intelligence disponibili per gli Usa. Un’altra fonte del governo americano, citata in forma anonima dai media a Washington, ha affermato che i russi "non sembrano aver in corso un ritiro di vaste proporzioni fuori dalla Georgia".