Georgia, stato d'emergenza a Tbilisi. Scontri di piazza e crisi con Mosca

Manifestazioni di protesta e cariche della polizia, opposizione mobilitata. Espulsi diplomatici russi. Stop alle trasmissioni della tv dell'opposizione

Tblisi - La Georgia ha proclamato lo stato di emergenza nella capitale Tbilisi. Il presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha decretato lo stato di emergenza per almeno 48 ore nella capitale. Ad annunciarlo è stato il primo ministro Zourab Nogaideli alla televisione. L'annuncio arriva dopo una giornata ad altissima tensione.

Scontri di piazza A Tbilisi la protesta dell’opposizione sfocia nei primi scontri con le forze dell’ordine e la crisi politica georgiana diviene una nuova crisi diplomatica con la Russia. In un’escalation di eventi e toni, la giornata di oggi minaccia di aver segnato il punto di non ritorno tra il presidente Mikhail Saakashvili e i suoi oppositori: manganellate ai manifestanti, idranti in azione, arresti di esponenti politici.

Espulsi diplomatici russi E nel pomeriggio sono precipitati i rapporti con la Russia: richiamo dell’ambasciatore georgiano a Mosca, annuncio dell’espulsione di «alcuni collaboratori» della sede diplomatica russa a Tbilisi. Secondo il filo-occidentale Saakashvili, infatti, c’è la regia di Mosca dietro le contestazioni, in particolare di «oligarchi russi». La situazione sulla centralissima via Rustaveli è degenerata nel mattino, al sesto giorno delle manifestazioni, dopo un tentativo di sgombero della piccola tendopoli allestita nella notte da alcune decine di oppositori. Due sono finiti in manette - secondo altre fonti cinque - ma quando sulla principale arteria della capitale georgiana hanno preso a confluire migliaia di attivisti anti-Saakashvili, le forze anti-sommossa hanno sfoderato manganelli e lacrimogeni, hanno azionato gli idranti contro la folla e sparato pallottole di gomma. Caos, panico, scene impressionanti anche se fortunatamente senza tragedie, che hanno fatto il giro del mondo. Alla fine degli scontri, il censimento dei feriti ha registrato 360 richieste di medicazione e 109 ricoveri.

"Atti di sovversione" La presidenza, giustificandosi e puntando il dito contro «atti di sovversione» , ha fatto sapere che lo stato georgiano si assumerà le spese mediche per tutti quelli finiti al pronto soccorso, anche per coloro che si sono ribellati direttamente alla polizia in isolati tafferugli. In serata a Tbilisi sembrava tornata la calma, ma la crisi è senza precedenti da quanto Saakhashvili è arrivato al potere, nel 2003: allora la piazza, da lui orchestrata, costrinse Eduard Shevardnadze ad andarsene. All’ex ministro degli Esteri sovietico, mentore dello stesso Saakashvili, le nuove forze filo-occidentali contestavano l’incapacità di combattere la corruzione, la collusione con i poteri occulti della repubblica georgiana. Le stesse accuse vengono oggi rivolte al successore di Shevardnadze, diventato presidente sull’onda di quella Rivoluzione delle Rose che molto ha promesso e poco ha realizzato in termini di rinnovamento della società georgiana. Scenari che oggi sembrano ripetersi alla lettera, ma con assetti politici interni, e soprattutto internazionali, profondamente cambiati. La nuova opposizione, unita solo dal desiderio di un cambio di guardia, ha chiesto da subito elezioni anticipate, modifiche alla legge elettorale e «liberazione dei prigionieri politici» che sarebbero detenuti in varie carceri del Paese. In piazza con 10-15mila persone, dopo i 50mila di venerdì scorso, adesso chiede anche che il presidente se ne vada. E oggi molti dopo le violenze di piazza decretavano la fine dell’era di "Misha". «L’ho votato, ma dopo quello che ha fatto oggi, è un cadavere politico», commentava Marina Kuparadze, 35 anni, sulla linea di tanti altri. Saakashvili, però, respinge categoricamente le teorie dell’opposizione, alimentate in questi giorni dal fumoso caso dell’ex ministro della Difesa Irakly Okruashvili, ex alleato del presidente, arrestato a fine settembre dopo aver accusato il presidente di corruzione e piani per uccidere un oppositore, rilasciato in seguito ad un mea-culpa, trasferito nottetempo la settimana scorsa in Germania per cure mediche (da dove continua la sua campagna anti-Saakashvili).

Saakashvili mi ricandiderò Deciso a non cedere a nessuna rivendicazione, il capo di stato ha sfidato la piazza nei fatti e nelle parole, ribadendo che si ricandiderà alle presidenziali previste nel 2008. I suoi più stretti alleati, i fautori della Rivoluzione delle Rose di quattro anni fa per ora, lo seguono, ma senza particolare passione. Il premier Zurab Nugaideli ha infatti rimproverato i manifestanti che «cercando di alimentare la tensione», mentre il presidente del parlamento, la signora Nino Burzhanadze, ha esortato «tutte le parti» a tornare a casa e recuperare la calma. Per Saakashvili, la contestazione è un prodotto di manovre russe ed è con la Russia che bisogna duellare sul piano politico. Così, oggi è stato richiamato l’ambasciatore in Russia e sono stati espulsi tre diplomatici russi, due consiglieri e un segretario. Per ora Mosca non ha replicato ai fogli di via, come a sottolineare la poca importanza delle azioni georgiane. Ieri il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha definito «una farsa» le teorie del presidente Saakahshvili.

Sospese le trasmissioni dell tv dell'opposizione La giornata si è chiusa con l’interruzione delle trasmissioni di Imedi TV, canale televisivo della galassia di Rupert Murdoch vicino all’opposizione georgiana, con tanto di irruzione delle squadre anti-sommosso della polizia. E con i primi commenti delle cancellerie occidentali, a chiedere distensione e tutela delle regole democratiche. Anche la Commissione europea si è detta « preoccupata» , invitando le autorità di Tbilisi a «risolvere la crisi in corso nel pieno rispetto dei principi democratici e dell’impegno assunto dalla Georgia a proteggere le libertà fondamentali».