Gerald Clayton, 23enne olandese il futuro del suono afroamericano

L’edizione numero 15 di Umbria Jazz Winter terminata a Capodanno, ha costretto chi abbia seguito il festival di Orvieto dal 1993 in poi con buone orecchie e buon fiuto, a occuparsi delle mutazioni - non certo positive - della rassegna italiana più amata, fino a poco tempo fa, dagli intenditori. Ne hanno un po’ sofferto, quindi, le segnalazioni dei musicisti migliori. In particolare di uno, il giovane pianista Gerald Clayton, 23 anni, nato in Olanda ma cresciuto in California. È figlio e nipote d'arte: il padre John è contrabbassista, presente anch'egli a Orvieto, e lo zio Jeff è sassofonista. Gerald ha esordito al Museo Emilio Greco in trio con Joe Sanders contrabbasso e Justin Brown batteria: oltre che ascoltarli, bisognava vederli quei tre ragazzi lieti d'improvvisare insieme, che sorridevano per la tensione positiva di intuire ciascuno le intenzioni degli altri. La scena si è ripetuta quando Gerald ha suonato in duo con il padre John. Episodi simili provano che il jazz è ancora ben vivo.