Gerasimo di San Lorenzo

Si tratta di un monaco basiliano vissuto a cavallo tra i secoli XI e XII, ma non conosciamo le date di nascita e di morte. Era originario di San Lorenzo, oggi in provincia di Reggio Calabria. Cosa facesse prima di ritirarsi in eremitaggio sull’Aspromonte non è sicuro. Come sempre accade, i veri santi sono come il miele e, più cercano la solitudine, meno la trovano. Per forza: quando hai un problema che nessuno può risolvere o un male che neanche la Scienza può rimediare, che fai? Puoi fare lo stoico, e tenertelo. Oppure ricorrere al santo più vicino, e poco importa se questi si trova in cima all’Aspromonte. Fanno sorridere quei laiconi che chiamano tutto ciò “infantile” o addirittura “puerile”, perché una fede “adulta”, secondo loro, dovrebbe assomigliare a quella di Diogene (che, infatti, non credeva in niente; e non aveva figli). Il cristianesimo è l’unica religione il cui Dio è “padre”, e non c’è nulla di puerile, per un figlio, nel rivolgersi al genitore (che lo ha messo al mondo senza il suo consenso) per ottenere ciò di cui ha bisogno. Di più: è stato Dio stesso a usare il paragone dei “bambini” per indicare il giusto atteggiamento di rapporto con Lui. Torniamo a Gerasimo, che un certo punto dovette fondare un monastero per accogliere tutti quelli che non volevano più staccarsi da lui. Lo dedicò a s. Michele Arcangelo (la cui preghiera finale, voluta da Leone XIII, è stata tolta dalla “nuova” messa; forse anche per questo le cose vanno come vanno…), in località Motta San Giovanni. Il posto fu in seguito chiamato Sant’Angelo in Valletuccio (o Valle Tucchi). www.rinocammilleri.it