Geri Allen: che purezza di suoni

Franco Fayenz

Durante la sua tournée europea, la pianista Geri Allen ha fatto alcune soste in Italia, suonando fra l’altro a Ravenna, a Mira in provincia di Venezia, a Milano e a Roma. C’è stata qualche differenza di struttura, diciamo così, nei concerti. Geri ha viaggiato con Darryl Hall al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria (il vecchio Cobb, 76 anni ancora gagliardi, lavorò fra gli altri con Miles Davis ed ebbe la ventura di essere al fianco del maestro nelle leggendarie registrazioni dell’album Kind of Blue per la Columbia (1959)). Il trio ha fatto un figurone dovunque: un po’ meno a Ravenna, dove ha ospitato il sax tenore di Dewey Redman, anch’egli nobilitato da un passato glorioso, ma era in cattiva serata. All’Auditorium di Roma Geri ha suonato da sola, ed è stato forse il concerto più interessante in quanto non molto frequente: senza accompagnatori, la pianista riesce a porre in maggiore evidenza la sua capacità di riferirsi tanto alla tradizione quanto all’attualità del jazz. Non si dimentichi che Geri, nata a Pontiac, Michigan, nel 1957, si è presentata alla ribalta del jazz americano nel 1980 con una preparazione musicale severa sia come pianista, sia come compositrice e studiosa: ha una laurea per i suoi studi sul jazz e un master in etnomusicologia. Prima di dirigere complessi propri, ha fatto notare la sua purezza di suono, oggi sempre più raffinata e apprezzata a livello internazionale, incidendo dischi anche a suo nome e collaborando con i gruppi di Lester Bowie, James Newton, Steve Coleman e Charles Lloyd, con il quale suona tutt’ora.