Germania, 11 morti per il batterio killer Analisi sui cetrioli italiani

I morti aumentano, ma la terapia messa a punto sta funzionando. Controlli in Spagna dall'Ue. Nessun pericolo per il momento in Italia dove il Ministero della Salute sta analizzando 7 quintali di cetrioli

Germania - Sono ormai 11, secondo la stampa tedesca, le vittime dell’epidemia di E. Coli, il batterio killer che sta spaventando la Germania. La vittima più recente è un’anziana novantunenne morta ieri, la prima nel Nord Reno-Westfalia, una regione a Ovest del paese. Si tratta comunque ancora di un presunto caso di E. Coli. L’istituto berlinese Robert Koch per la salute pubblica, infatti, si limitava a confermare solo tre decessi, uno in più rispetto a venerdì scorso, quando le presunte vittime dell’infezione erano sei.

La terapia I medici, però, sono corsi subito ai ripari e hanno messo a punto una nuova terapia, che, applicata pochi giorni fa, ha iniziato ad avere effetto, come ha annunciato oggi la Facoltà di Medicina della città tedesca di Hannover. I pazienti con sintomi più gravi di insufficienza renale e disturbi neurologici stanno rispondendo al nuovo farmaco. Si tratta del principio attivo eculizumab, un anticorpo che ha notevolmente migliorato la condizione dei pazienti affetti dalla cosiddetta sindrome emolitica uremica. La maggior parte delle persone colpite proviene dal Nord della Germania, ma sono stati registrati anche casi in Svezia, Danimarca, Regno Unito e Austria, tutti in persone che erano state recentemente in Germania. Il batterio è stato rilevato in cetrioli provenienti da Spagna e Olanda, ma finora non è stato stabilito se la contaminazione sia avvenuta nel luogo di origine degli ortaggi, durante la catena di trasporto o nel corso della movimentazione nel mercato della carne di Amburgo, dove sono stati distribuiti. Amburgo è anche la città dove è stato registrato il più alto numero di casi, più di 460 su circa 1.200 in altre parti del Paese. Intensificata dalle autorità tedesche la raccomandazione di non mangiare verdure crude, specialmente cetrioli, pomodori e lattuga. 

Si mobilita la Ue Anche l’Unione europea intanto segue con attenzione il caso, come ha affermato la portavoce della Commissione europea Pia Arhrenkilde, ricordando che sono attesi per mercoledì prossimo i risultati delle indagini in corso in Spagna. "Campioni sono stati prelevati negli impianti di Almeria e di Malaga sia nel suolo che nell’acqua e attendiamo i risultati per mercoledì", ha spiegato la portavoce aggiungendo che la Ue ha subito allertato il suo sistema di allerta rapida. L’obiettivo è quello di identificare al più presto le cause perchè gli effetti "siano circoscritti prima possibile", ha affermato la portavoce spiegando che i singoli Stati membri hanno adottato raccomandazioni a seconda della situazione sul loro territorio. 

L'accusa della Spagna "Non si può affermare che l'origine della malattia sia la Spagna. Non ci sono prove e per questo chiederemo che chi ha dato la colpa al nostro Paese risponda delle accuse", ha detto il sottosegretario di Stato spagnolo per i rapporti con l'Unione europea, Diego Lopez Garrido. Il ministro della Salute spagnolo, Leire Pajin, ha sottolineato che in Spagna non è stato registrato nessun caso dell'infezione causata dal batterio. La Pajin ha fatto appello alla Germania per accelerare le indagini e stabilire cosa abbia provocato la malattia, aggiungendo che "le accuse di Berlino creano allarme e hanno conseguenze per i produttori, senza che ci siano prove".

Nessun pericolo in Italia "I Nas hanno sequestrato a scopo preventivo 7 quintali di cetrioli, saranno fatti gli esami per vedere se si trova il batterio. Entro 24-36 ore al massimo il sequestro verrà sbloccato", ha riferito il ministro della Salute Ferruccio Fazio, al Tg1. Il batterio killer sembra comunque lasciare tranquilli consumatori ed esercenti in Italia. Almeno a Roma, i cetrioli, come tutta la verdura fresca che si trova sui banchi dei nostri supermercati, è infatti prevalentemente di origine italiana. Con tanto di etichetta in bella vista a rassicurare i consumatori.

Cosa fare "Consumare frutta e verdura solo dopo un accurato lavaggio e, laddove possibile, sbucciarle, evitando di tenerle a contatto con quelle non igienizzate". È quanto raccomanda Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori (Unc). "È bene sapere - sottolinea Dona - che le modalità di contaminazione dei vegetali possono essere diverse: oltre ai cetrioli, debbono dunque essere attuate le comuni norme igieniche anche per altre verdure e frutta che vengono consumate fresche, ricordando inoltre che la cottura protegge l’alimento, eliminando ogni microrganismo eventualmente presente".