In Germania per ascoltare il bel canto di una genovese

Più che un viaggio è quasi una sorta di Odissea quello che abbiamo intrapreso nella giornata di venerdì 25 giugno per recarci a Schwerin nella Germania del Nord. Era stato deciso, qualche tempo prima quando avevamo appreso, dalla nostra compagna alla Scuola Germanica di Genova, Capucine Chiaudani. Ci siamo sempre tenuti in contatto attraverso e-mail e telefonate.
Ma facciamo un passo indietro. A parte la sottoscritta, l’altra compagna di avventure è Federica Kessisoglu. Seguivamo Capucine già da parecchi anni in questa «carriera» intrapresa, poco dopo la licenza dalla Scuola, avvenuta nel lontano 1986. Già intorno al 2000 ci eravamo spostate a Novara per uno dei suoi - ahimè pochi - spettacoli italiani. Fu un grande successo per quella «Bohème» Pucciniana. Dopo altre Bohème in alcune località italiane, la nostra amica ritorna ai teatri tedeschi, che le consentono una maggiore continuità nel lavoro.
Nel 2009 viene finalmente a Genova per tenere un bellissimo Concerto al «Circolo Ufficiali» di via San Vincenzo. È stato un grande successo e una grande soddisfazione potersi esibire in «casa sua» e con un pubblico competente in un genere di canto che richiama ormai esclusivamente solo gli amanti della musica operistica.
I contatti sono costantemente rimasti. In primavera ci informa che verso dalla fine di giugno dovrà partecipare ad un’opera - che verrà ripetuta per non so quante recite - e per la quale ha già firmato un contratto. Il debutto doveva avvenire la sera di sabato 26 giugno nel teatro all’aperto di una località - come già detto - nel Nord della Germania. Schwerin (Pomerania) si trova abbastanza vicino a Lubecca. L’accesso, comunque, era tutt’altro che semplice. In macchina fino a Pisa per prendere l’aereo che ci portava a Lubecca e, attraverso un paio di trasferimenti in treno, si arrivava a questa località di una bellezza mozzafiato. C’è tutta la maniacale attenzione tedesca verso uno straordinario - quasi incredibile - amore per la cultura del verde, sia nei prati che nella vegetazione. Amore per tutto ciò che è floreale nelle qualità e nelle quantità più incredibili. Si passa da meravigliosi salici a quanto di più bello si possa coltivare in materia di fiori. Un vero omaggio all’amore per questo tipo di cultura. Concludo con una semplice frase: «Solo attraverso il grande amore per le piante e i fiori e un grande senso di civiltà si possono raggiungere questi risultati! Amore che questi abitanti evidentemente ce l’hanno nel sangue. «Pan i nostri giardinetti de Brignole e de Brigate Partigiane che doppu anni e anni nun se sa ancun quando saian finii! Speremmu in ben».
Raggiunta la località abbiamo cercato di metterci in contatto con l’amica Capucine. Sulle prime non ha capito bene quello che volevamo dire... ma qualche sospetto, è chiaro, che l’aveva!
Alla fine l’abbiamo incontrata. Va pure detto che nel frattempo ci aveva raggiunto un’altra compagna: Ilaria Ferrando che proveniva da Basilea (Svizzera). Altro aereo, ma anche un treno, per raggiungerci a Schwerin. A questo punto comunichiamo tutta la verità sulla nostra «impresa» all’amica Capucine e su quanto era realmente accaduto.
Incontro in serata con Capucine che, con le lacrime agli occhi, ci accoglie con calorosi abbracci e baci. Tutto bello! All’indomani giro turistico. Pranzi e cene con piatti caratteristici del luogo. La sera del sabato, al teatro all’aperto per assistere alla grande opera Verdiana «La Forza del Destino». Grande spettacolo, con grandi esecutori e grande, grande successo all’insegna del tutto esaurito!
Alla mattina della domenica partenza per il rientro alla base in giornata. Alla mattina del lunedì bisogna ritornare al lavoro. Tanta, tanta stanchezza, ma ricordi indelebili catturati dai nostri occhi e dal nostro udito per quanto avevamo visto e per quanto avevamo ascoltato. Dire indelebile è indubbiamente e assolutamente restrittivo perché quello che avevamo ascoltato e, soprattutto quello che avevamo visto, non credo che lo dimenticheremo facilmente. Comunque, per sollecitare la memoria e renderla ancora più appagata, sono riuscita a realizzare circa 200 foto che, una volta sviluppate, potremo gustarcele nei giorni nei quali potremo preparare (sperare è sempre lecito) un’altra gita che, unitamente a questa, ci consentirà di vedere altre meraviglie e, con gli occhi e l’udito soddisfatti, ascoltare altre romanze di opere che «obbligheremo» la nostra memoria, a conservare in un meraviglioso ricordo.