Germania, le banconote si sbriciolano in mano

Salvo Mazzolini

da Berlino

Mai vista una cosa del genere. Sembra una di quelle trovate allucinanti e sinistre che si vedono nei film di fantascienza. E invece è realtà. Al semplice contatto con la mano le banconote in euro si polverizzano lentamente, fino a diventare briciole per l'effetto di una misteriosa e invisibile sostanza chimica che qualcuno avrebbe spalmato sulla banconota. Incredibile ma vero. È avvenuto in ben diciassette città tedesche, a Berlino, a Potsdam, a Monaco, a Düsseldorf. I primi casi sono stati registrati in giugno e da allora il fenomeno si sta rapidamente allargando a macchia d'olio. Oltre mille sono le banconote in euro che si sono disintegrate sotto gli occhi sbalorditi e sconcertati dei loro propietari. A dare per primo la notizia è il quotidiano Bild Zeitung con un titolo a caratteri cubitali: «Attacco all'euro, qualcuno vuole distruggere il nostro denaro». Se fosse il primo aprile, si sarebbe pensato ad uno scherzo di cattivo gusto. Ma la notizia è stata subito confermata dalla Banca europea, l'istituto di emissione dell'euro, dalla Bundesbank, che si è offerta di rimborsare le banconote finite in polvere, e dal Bka, la polizia criminale che sta indagando già da varie settimane ma finora ha taciuto per non creare panico.
Alcuni casi. Il 21 giugno a Berlino un signore ritira dal bancomat della Landesbank una certa somma di denaro e mentre conta le banconote si accorge che un biglietto di venti euro si rattrapisce e si assottiglia fino a scomparire. Colpa di qualche sostanza nel bancomat? È un'ipotesi ma le verifiche della macchina sputasoldi accertano che tutto è in ordine. Eppoi il 14 luglio il fenomeno si ripete a Potsdam in circostanze diverse: si disintegra un biglietto di cinque euro mentre un signore sta controllando il resto dopo un acquisto. Lo sfortunato possessore si precipita alla sua banca, la Dresdner Bank, esibisce ciò che rimane della banconata autodistruttasi e protesta per la cattiva fabbricazione degli euro (se era uno di quelli che vedono l'introduzione dell'euro con il fumo negli occhi possiamo immaginare la scena). Ancora più rabbiosa la reazione di un altro signore a Colonia in settembre che vede scomparire tra le proprie mani un biglietto di cinquanta euro, la banconota più colpita. Un portavoce della Banca europea ha dichiarato che sono stati fatti controlli per accertare eventuali difetti nella stampa delle banconote: tutto regolare. A questo punto scatta l'ipotesi di qualche sostanza applicata dopo l'emissione. E infatti le perizie del Bka hanno scoperto tracce di acido solforico sui brandelli delle banconote disintegrate. Secondo un chimico è probabile che le banconote scomparse siano state trattate con una polvere a base di sale di solfato che a contatto con il sudore della mano produce acido solforico, un liquido che ha effetti corrosivi. Anche se scientificamente ancora poco chiara, l'ipotesi di un sabotaggio con l'aiuto della chimica viene presa molto sul serio dalla polizia. Anche perché i casi accertati sono tutti avvenuti in Germania e negli ultimi mesi.
Ma chi potrebbe essere il sabotatore? Un interrogativo che rende il giallo ancora più giallo. Potrebbe essere un ricattatore che prima o poi chiederà soldi per smetterla (c'è chi ricatta avvelenando i cibi nei supermercati ed ora chi ricatta avvelenando le banconote). Potrebbe essere un'organizzazione finanziaria interessata a provocare il crollo dell'euro. Ma il sabotatore misterioso e geniale potrebbe anche essere un fanatico, un nostalgico dell'amato marco che odia l'euro perché da quando c'è l'euro tutto è diventato più caro e la sua vita è diventata impossibile.