Germania, giornalisti in rivolta contro i tagli

Giornalisti in rivolta in Germania. Si estende nel Paese lo sciopero, iniziato in Baden-Wuerttemberg, che da lunedì rischia di coinvolgere vaste aree del Paese. La protesta si rivolge contro la decisione degli editori di tagliare indennità di vacanze e tredicesima, ma anche di pagare stipendi più bassi per i nuovi assunti nelle redazioni. Il sindacato dei giornalisti (Djv) chiede invece per il rinnovo del contratto dei 14mila iscritti un aumento salariale del 4%, rifiutato dall'associazione degli editori (Bdzv), che lamenta un crollo del 40% degli introiti pubblicitari nel corso degli ultimi 10 anni, oltre ad una diminuzione delle vendite. Mentre attualmente i redattori degli organi di stampa percepiscono tra tredicesima ed indennità di vacanze quasi due stipendi completi, il Bdvz vuole ridurre l'importo complessivo ad un solo stipendio. Nel protestare contro il
«Billig-Journalismus», il giornalismo a prezzi stracciati, il 98% dei redattori di 20 quotidiani del Baden-Wuerttemberg (BW) hanno votato a favore dello sciopero e lo stesso si apprestano a fare quelli del Nordreno-Westfalia, il land più popoloso del Paese con oltre 18 milioni di abitanti, che entro sabato vogliono impedire l'uscita di 37 testate. A decidere sullo sciopero, che deve essere approvato da tre quarti dei componenti di ogni redazione, saranno la settimana prossima anche i redattori dei quotidiani di Brema e della Baviera. Sia ieri che oggi in BW molti giornali sono usciti in formato ridotto a causa dell'agitazione. L'ultimo grande sciopero della carta stampata, che in Germania conta oltre 300 testate con una tiratura complessiva che sfiora i 30 milioni di copie al giorno, si era svolto nel 2004.