Germania, i cellulari squilleranno sugli aerei

Uno studio conferma che le onde dei telefonini non interferiscono con gli strumenti di bordo

Federica Artina

Chi viaggia frequentemente ormai ci ha fatto l’abitudine e sa che salire sulla scaletta di un aereo significa spegnere sigarette e cellulare per tutta la durata della permanenza a bordo. Presto, però, almeno i telefonini potrebbero smettere di essere un tabù e diventare invece utilizzabili a bordo degli airbus, annullando una delle regole più discusse e meno digerite della storia dei trasporti.
La notizia arriva dalla Germania, dove uno studio dell’Ufficio federale dell’aviazione avrebbe dimostrato che le radiazioni emesse dai telefonini non comportano alcuna interferenza con il funzionamento delle strumentazioni di bordo. Una decisiva scoperta che porrebbe una volta per tutte la parola fine al divieto di utilizzo degli apparecchi portatili a bordo degli aeroplani, tant’è che il ministero dei trasporti tedesco sta ora ipotizzando di abolire in tempi brevi il divieto. E se da Berlino non giungono precisazioni riguardo possibili date di attuazione del provvedimento, il settimanale Focus azzarda la previsione che già a partire dal prossimo anno i passeggeri degli aerei di linea potranno effettuare e ricevere chiamate sui loro cellulari mentre sono in volo.
Del resto la tecnologia ha sempre cercato di sviluppare soluzioni che potessero risolvere una volta per tutte questa «mancanza». E l’anno scorso, proprio nel mese di luglio, giunse dall’America la notizia che l’American Airlines, in collaborazione con la ditta produttrice di telefoni cellulari Qualcomm, stava sperimentando nei cieli del Texas la possibilità di effettuare comunicazioni terra-aria, risultate perfettamente possibili e senza alcuna interferenza con le strumentazioni di bordo. L’eventuale giro d’affari di una simile rivoluzione ammonterebbe a 8 miliardi di dollari in nemmeno due anni, come stimato dalla società americana Sky Way Aircraft.
Un’altra possibile soluzione che consentirebbe l’uso dei cellulari a bordo degli aerei debutterà sul mercato internazionale entro la fine dell’anno, messa a punto anche dalla Ericsson: grazie a una piccola stazione radio installata sull’airbus si potrebbe creare una rete gsm opportunamente schermata in modo da non creare problemi ai segnali radio della cabina di comando, capace di reggere 60 telefonate contemporaneamente. La stessa National Academy of Sciences americana aveva proposto nei mesi scorsi alle compagnie l’adozione di «picocel», una sorta di mini ripetitore che permetterebbe ai cellulari di attaccarsi ad una rete a loro vicinissima limitando così le emissioni di onde e il conseguente disturbo alla comunicazioni tra cabina e torre di controllo.
Tra chi storce il naso preoccupato per la sicurezza dei passeggeri e per lo stress che il chiacchericcio aggiungerebbe alla stanchezza del volo e del jet-lag, c’è anche chi boccia il progetto preoccupandosi per gli extraterrestri. Gli scienziati del Seti, l’istituto americano che scandaglia il cielo alla ricerca di altre forme di vita nell’universo, temono che i cellulari possano interferire con i loro radioscopi. Il direttore del reparto progettuale del consorzio californiano, Michael Davis, ha dichiarato a New Scientist: «Le nostre apparecchiature sono talmente sensibili che anche un solo telefonino a cento miglia di distanza potrebbe essere un autentico disastro per il nostro lavoro».