Germania, i macchinisti incrociano le braccia

È
cominciato questa notte lo sciopero proclamato dal sindacato dei macchinisti
tedesco (Gdl) per il servizio passeggeri a livello nazionale, che provocherà forti disagi
sull’intera rete fino a sabato mattina. Nel complesso, sono state proclamate 62 ore di
sciopero

Berlino - È cominciato questa notte lo sciopero proclamato dal sindacato dei macchinisti tedesco (Gdl) per il servizio passeggeri a livello nazionale, che provocherà forti disagi sull’intera rete fino a sabato mattina. Nel complesso, sono state proclamate 62 ore di sciopero. Lo sciopero dei treni passeggeri iniziato oggi si aggiunge a quello dei treni merci, partito ieri a mezzogiorno. Si tratta della prima volta che l’astensione dal lavoro dei macchinisti interessa tutto il traffico (merci e passeggeri a livello regionale e nazionale) dall’estate scorsa, cioè da quando il Gdl è impegnato con le ferrovie tedesche Deutsche Bahn (Db) in un duro braccio di ferro per il rinnovo del contratto.

I 34 mila membri della Gdl, tra macchinisti e personale viaggiante, chiedono un aumento salariale fino al 31%. Il sindacato ha già respinto l’aumento del 4,5%, concordato tra la Db e le altre associazioni, e ha respinto un’offerta separata di un aumento del 10% in busta paga più una una tantum di 2.000 euro. Oggi, i disagi hanno interessato milioni di viaggiatori, soprattutto pendolari che dipendono dal treno per raggiungere il posto di lavoro. La Db ha previsto per oggi che circa la metà dei treni regionali non entreranno in servizio.

A livello urbano, invece, saranno operativi circa il 20% dei treni a Berlino e il 40% ad Amburgo. Secondo alcune stime, gli scioperi nel solo servizio merci costano all’economia nazionale circa 50 milioni di euro al giorno, un livello che potrebbe salire a 500 milioni di euro se l’astensione dal lavoro dovesse protrarsi per oltre una settimana