Germania Via libera a nazionalizzazioni delle banche in difficoltà

La Germania è a una profonda svolta nella sua politica economica: il consiglio dei ministri ha dato il via libera a una legge che autorizza la nazionalizzazione delle banche in difficoltà e consente per la prima volta, in caso di necessità, l’esproprio degli attuali azionisti.
Un progetto difeso dal cancelliere Angela Merkel - si tratta di una misura «senza alternative», ha detto - ma fortemente criticato dall’opposizione e dalla Confindustria tedesca. La pratica dell’esproprio potrà essere avviata soltanto entro il 30 giugno di quest’anno e va intesa come extrema ratio: prima, cioè, l’esecutivo dovrà dimostrare l’assenza di alternative meno radicali.
Una misura comunque drastica, scritta tenendo a mente un nome specifico: Hypo Real Estate, la banca tedesca che più delle altre è stata investita dalla crisi e che Berlino vuole salvare a tutti i costi, perchè occupa una posizione centrale nel settore del credito ipotecario e se dovesse saltare si rischia un effetto domino dalle conseguenze difficilmente prevedibili.
Hre è finita paralizzata dalle difficoltà della controllata irlandese Depfa e ha già inghiottito 102 miliardi tra garanzie pubbliche e iniezioni di liquidità. Ecco perché il governo si è deciso a entrare nell’istituto, come ha già fatto per Commerzbank (di cui ora Berlino detiene il 25%), che nel quarto trimestre ha perso 809 milioni a seguito di svalutazioni per un miliardo. A differenza di Commerz, però, nel caso di Hre l’esecutivo punta a una partecipazione di maggioranza. Per ottenerla, ha bisogno del via libera dell’investitore statunitense J.C. Flowers, il quale controlla circa il 25% di Hre, ma si è mostrato restio a cedere la sua quota. Ora il governo tedesco punta a forzare le trattative, minacciando anche l’esproprio.