In Germania la Panda a 4.990 euro

Il vero «low cost», grazie ai super incentivi appena varati, lo si può trovare in Germania. E a essere proposte a prezzi ultrascontati, con la garanzia di tre anni, non sono vetture asiatiche o caratterizzate da loghi appartenenti a costruttori dell’Est europeo, ma modelli prodotti da gruppi del calibro di Fiat. Per una Panda, una Grande Punto o una Bravo, acquistate in Germania in cambio delle vecchia auto destinata alla demolizione, vengono richiesti, nell’ordine, 4.990, 6.490 e 9.990 euro.
Sul prezzo finale, come riporta il sito Repubblica.it, pesa il super incentivo di 2.500 euro concesso in cambio della rottamazione di un veicolo con nove anni di età.
Il conto è presto fatto: in Italia, in questo momento, una Panda può essere offerta a 8mila euro, tenendo conto delle varie promozioni e degli immancabili ritocchi al listino decisi dal concessionario. Per una Grande Punto o una Bravo si possono spendere, rispettivamente, 10mila e 14mila euro. La differenza, con quanto è reclamizzato a Berlino e dintorni, è dunque ragguardevole. Il rischio, a questo punto, è che si crei un andirivieni tra Germania e Italia di questi veicoli e che grossi importatori sfruttino l’occasione per far crescere il business in un momento delicato per il settore. In proposito Repubblica.it precisa che nella norma che regolamenta gli incentivi, il governo tedesco ha inserito la clausola secondo cui la vettura da rottamare deve essere immatricolata in Germania da almeno un anno. Una postilla, aggiunge però il sito, che va contro la normativa Ue e che può essere annullata attraverso un ricorso.
Il rischio, dunque, è che la Germania diventi il «Bengodi» per molti imprenditori del settore, a tutto svantaggio dei concessionari che operano in altri Paesi soggetti a piani di incentivazione di portata ridotta. «Il fenomeno a cui si va incontro - commenta Ado Fassina, amministratore delegato del gruppo omonimo che rappresenta tredici marchi tra auto e veicoli commerciali - riguarda gli effetti sul mercato della disparità degli interventi di sostegno al settore decisi nei singoli Paesi. Non dimentichiamo anche che proprio in Germania i redditi medi sono più alti se confrontati con quelli italiani e, paradossalmente, i tedeschi che guadagnano di più sono messi nelle condizioni di acquistare una city-car o un’utilitaria a un prezzo molto più basso rispetto a noi. Nel discorso, poi, si inserisce anche il non meno importante problema della concorrenza sleale tra concessionari».
In Italia, intanto, prima ancora che il governo pianificasse il proprio intervento a favore del settore, le case automobilistiche hanno applicato propri incentivi sulla permuta nuovo-usato con sconti sui listini anche superiori al 20 per cento.