Germania, il robot va all'università

Asimo, l'umanoide della Honda Motor, sta frequentando l'ateneo tedesco di Bielefeld per "imparare ad imparare". Deve acquisire delle capacità sociali e cognitive indispensabili per poter fare da assistente agli esseri umani

Berlino - L'università di Bielefeld, nella Germania settentrionale, ha un nuovo studente. E' giapponese. Si chiama Asimo e il suo cognome è "Honda Motor": è un robot umanoide che si trova nell'ateneo tedesco per "imparare ad imparare".

Imparare a imparare Al di là del gioco di parole, il robot creato dai giapponesi della Honda Motor dovrà acquisire quelle capacità cognitive e sociali che lo potrebbero far diventare l'assistente tuttofare per gli esseri umani. E' questo l'obiettivo e il risultato a cui sono arrivati i tecnici della Honda dopo otto anni di collaborazione con l'istituto per la cognizione e la robotica di Bielefeld.

"Porto l'ordinazione" La presentazione di Asimo è proprio avvenuta nel centro di ricerca dell'ateneo tedesco. "Ora porto l'ordinazione", ha detto l'umanoide alto 120 centimetri, spiazzando i presenti con una voce da bambino. Poi con prudenza ha appoggiato il vassoio sul tavolino da bistro. "Ecco l'ordinazione: un caffé, due tè e un'aranciata", ha annunciato. E dopo un momento di stupito silenzio, l'aula magna dell'università di Bielefeld è esplosa in un fragoroso applauso.

Gioca a calcio Asimo è un robot di ultimissima generazione, ed è l'umanoide più progredito al mondo. Può correre in cerchio, dare la mano e se necessario spinge anche il carrello. Gioca anche a pallone, perché grazie a un sistema di raggi infrarossi riconosce la palla, e tenersi in equilibrio su una gamba e calciare con l'altre. Ma ha ancora molto da imparare. Al momento capisce comandi solo da poche persone e dispone di un vocabolario limitato per dare delle risposte. Oltre a non sapere ancora dribblare e riconoscere le occasioni da gol.

Consuma troppo Uno dei problemi del nuovo robot della Honda è nella quantità di energia che serve per farlo funzionare. Consuma troppo per poterlo destinare all'uso quotidiano, come per gli usi domestici o l'assistenza delle persone diversamente abili per i quali è stato pensato.